Sarà un compleanno da dimenticare?

3 maggio.. Compio 21 anni. Il cielo è nuvoloso come non mai e già nella notte ha piovuto a dirotto.

La sfortuna inoltre sembra avercela con me: due giorni prima mi sono slogata una caviglia, faccio fatica a camminare e la tanto sospirata gita a Venezia che volevo regalarmi è andata in fumo.

Come se non bastasse la pioggia si trasforma di minuto in minuto in un uragano, con trombe d’aria ke provocano disastri fin dal mattino… Il telegiornale delle 8 gracchia di case diroccate e fiumi sopra il livello di guardia… Sarà un compleanno da dimenticare!

Intanto che mi arrivano telefonate di auguri, penso a cosa fare durante la giornata… In progetto c’è solo un giro con una mia amica nel tardo pomeriggio, così penso di andare dal piercer a fare 2 chiacchiere… Lui di certo è al lavoro e con un tempo così tremendo, c’è davvero poca gente ke pensa di uscire di casa per andare a farsi un piercing. Giusto una povera cretina che compie gli anni!

Verso le tre del pomeriggio arrivo allo studio di Markino… Perfettamente imboscato in una vecchia casa di ringhiera, è l’ideale per fumatine in allegria.

Mi siedo sul divano-trappola ke dopo 5 minuti ti fa ritrovare a terra… Ci mettiamo a fumare un aperitivo svizzero esportato con cura ed amore… E iniziamo a parlare. Così, mentre discutiamo di piercing e varie, decidiamo di sforacchiare la mia bimbetta… La cosa mi prende bene, anche se l’imbarazzo di togliermi le mutande davanti a un mio amico mi lascia un attimo perplessa.

“Cos’è? Ti vergogni di denudarti davanti a me?”

“Chi, io??????_ fingendo una più che apparente sicurezza

Il momento è arrivato… Dopo una breve occhiata alle foto in archivio decidiamo per un hood verticale, ritenuto da entrambi la soluzione ideale…

La preparazione è abbastanza lunga: occorre selezionare con molta cura il punto da perforare, per evitare spiacevoli inconvenienti. Un altro problema è individuare una posizione comoda per entrambi nel suo lettino, visto che il piercing è piuttosto doloroso e devo essere rilassata al massimo.

Dopo un quarto d’ora di tentativi alla fine ce la facciamo e manca solo di preparare il materiale e scegliere il gioiello… Inizialmente opto per una circular barbell, poi ripiego su una barretta curva, decisamente più comoda e più igienica, vista la posizione soggetta a continui e dolorosi sfregamenti.

Svaccata sul lettino, inizio a respirare profondamente, cercando di non sentire la tensione che lentamente mi sale dal basso ventre al cuore… Dal piano superiore sale la musica di una radio accesa, da fuori si possono udire le gocce d’acqua picchiare contro le finestre sbarrate… Cerco di distrarmi più che posso… Il mio sguardo si perde qua e là per lo studio, l’odore del disinfettante m’invade violentemente le narici…

La preparazione è terminata.

Markino mi spalma una cremina di un non so cosa di leggermente anestetico sulla parte, ma non fa assolutamente effetto al momento in cui dovrebbe. Poi stringe con decisione le pinze attorno al cappuccio del clitoride, il dolore è intenso e crescente… Il passaggio dell’ago è un attimo di delirio puro, in cui sobbalzo cacciando un urletto di sofferenza, del tutto incontrollabile. Un attimo in cui davvero ho visto le stelle!

Mi sento subito storditissima, come se mi avessero tirato una botta in testa.

Alla fine l’effetto dell’anestetico ha iniziato a salire (soltanto ora, accidenti!) e non sento più alcun bruciore… Il mio hood è splendente e perfettamente eseguito… Proprio un bel regaluccio!!!!!!

Passo dieci minuti abbondanti ad osservarlo allo specchio, mentre tratto sulla cifra da pagare… Visto che è il mio compleanno e che ci conosciamo ormai da tre anni (sono una veterana del suo studio!), mi fa uno sconto di un bel po’ di euri…

Strafelice m’incammino verso il puntello con la mia amica…

La prima a saperlo è lei ed è a dir poco sconvolta…

A distanza di tre mesi non ha ancora avuto il coraggio di vederlo!

Per quel che riguarda la guarigione del piercing, devo dire che ha presentato qualche difficoltà… All’inizio ho dovuto indossare sempre abiti larghi ke non sfregassero con la parte… Il dolore è spesso intenso, specialmente le prime due settimane, e mi sono ritrovata più di una volta a fare facce strane in pubblico mentre salivo sulla bicicletta.

Una cosa molto importante è indossare sempre biancheria in fibre naturali, perchè con una ferita aperta le allergie e le infezioni sono in agguato più che mai… Ne so qualcosa io che con i primi caldi ho sofferto abbastanza per il mio hood fresco di esecuzione.

Per quanto riguarda l’aspetto sessuale… Il gioiello entra in contatto direttamente con un certo grillettino di piacere… E che dirvi, si sente eccome! Ma non credo che sia una conseguenza diretta del piercing, forse è molto più un fattore psicologico: vederlo mi da soddisfazione.

Non ho consigli da darvi, semplicemente… Se ve la sentite fatelo, è un regalo prima di tutto a voi stesse. E basta!

Buon piercing!

Niente tatuaggio? Niente paradiso!

Samoa…angolo di paradiso della Polinesia. In questo luogo dell’arcipelago dell’Oceania il tatuaggio ha delle origini antichissime, dove la leggenda narra che due divinità delle isole Fiji lo introdussero tra gli abitanti di quei luoghi.

 Il Pe’a, il tatuaggio maschile per eccellenza, parte dalla metà della schiena ed arriva fino ad entrambe le ginocchia; la caratteristica di questo tatuaggio sono i motivi geometrici che in alcuni casi sono molto particolari e, originariamente, più la casta sociale era elevata più i motivi erano complessi e laboriosi.Il Malu invece, il tatuaggio Samoano femminile, a differenza di quello dei “maschietti” viene eseguito con dei motivi perlopiù  ornamentali, molto simili a quelli del Pe’a ma con la differenza che l’effetto positivo-negativo dello stesso non é presente, rendendo il tatuaggio più chiaro rispetto a quello maschile..particolare é anche il fatto che gli uomini che si facevano tatuare per la prima volta ricevevano grandi feste, ma le donne no..( fenomeni di maschilismo?) Chissà..

Bandito e condannato per lungo tempo nel periodo della colonizzazione, il tatuaggio Samoano é stato ricollocato al suo posto “d’onore” grazie agli innumerevoli sforzi dei Samoani stessi, che con l’aiuto dei grandi maestri tatuatori del luogo hanno fatto rivalutare quest’arte che da sempre fa parte dell’eredità culturale e artistica di questo popolo. A proposito:

la leggenda narra anche che quando si raggiunge il mondo dei defunti…e si é sprovvisti di tatuaggi al suo arrivo, si verrà cacciati via, perché non si sarà degni di entrarci. Allora tutto chiaro? Niente tatuaggi? Niente paradiso..

La nuova frontiera della body-art

Oltre il piercing, oltre i tatuaggi. In America l’ultima tendenza della body art è quella degli impianti sub-epidermici

STATI UNITI – Grazie all’inserimento di piccole forme realizzate con sostanze anallergiche si possono creare sotto la pelle disegni e decorazioni. Gli amanti del genere possono farsi installare sotto l’epidermide dei piccoli cornetti, o un braccialetto al polso o un cuore in rilievo sul petto. Questa è la moda più pazza che sta dilagando, superati i banali tatuaggi e il piercing, ormai inflazionati. Sembra un trend decisamente di nicchia eppure, secondo questo articolo di Wired, riguarda 50 mila persone in tutto il mondo. L’artista numero uno di questa body art estrema si chiama Shannon Larratt e sognava di esprimere la sua creatività nei subdermal implants da quando, piccolissimo, vedeva Star Trek.
IL PIONIERE – Il suo maestro è Steve Haworth, che dal suo negozietto a Phoenix, in Arizona, pratica questa forma artistica dal 1994. Una ragazza neozelandese gli chiese un bracciale incorporato, a prova di smarrimento. Haworth praticò uno scollamento dei due strati di pelle e impiantò il gioiello. Dopodiché, grazie al tam tam che seguono le mode, ci furono altre richieste, bizzarre quanto dilaganti. Ora è molto trendy e i cosiddetti early adopter ne vanno fieri.
COME FUNZIONA – All’inizio il materiale utilizzato era l’acciaio inossidabile, poi fu il silicone modellato e talvolta il Teflon. Ormai Larratt è considerato un piccolo guru della forma artistica e dirige la webzine BMEZine , considerata il più importante riferimento per chi fa del corpo il protagonista assoluto dell’espressione creativa. I migliori del settore hanno spesso una conoscenza medica di base, trattandosi di interventi chirurgici a tutti gli effetti. Ma l’American Medical Association guarda al fenomeno con perplessità: non ha nulla a che fare con il giuramento di Ippocrate. Intanto il prossimo traguardo di Larratt saranno gli Rfid sotto pelle.

da http://www.corriere.it

Cos’è il piercing nel mondo sadomaso

l “piercing” che significa letteralmente perforazione, viene inteso come l’introduzione di ornamenti in buchi fatti nella pelle, e non si fa solo alle orecchie. Alcuni si fanno forare anche capezzoli, ombelico, sopracciglia, clitoride, pene, labbra della vagina, ed altre parti del corpo mantenendo del metallo (anelli, etc.) in modo permanente nei fori praticati. Questa è una descrizione asettica, ma questa pratica è ormai provato che è molto collegata all’SM.

Farsi perforare, prima di tutto, è una forte esperienza sul piano puramente fisico. E’ una cosa grossa accettare di buon grado che qualcuno spinga un aguzzo pezzo di metallo attraverso il vostro corpo. Può essere una sensazione più forte di qualsiasi altra provata prima.

Una volta che il foro è stato praticato, questo può cambiare la percezione di quella parte del corpo. Un’amico una volta mi ha detto che facendosi praticare il “piercing” ai capezzoli, questi si sono trasformati da piccoli punti piacevoli quando toccati in una zona erotica molto stimolante, collegata direttamente al pene. Dice che il percing dei capezzoli sia la cosa migliore che abbia mai fatto per il suo corpo e la sua vita erotica, e sembrava davvero sincero! Lo stesso vale per il “piercing” nell’area genitale; può davvero rendere il sesso più divertente.

E’ provato che i nervi intorno al piercing diventano molto più sensibili. In caso non fosse chiaro, una volta guarita la parte intorno al foro, questa non fa più male, anzi direi il contrario!

Alcuni praticano il “piercing” per gioco, in modo temporaneo, con aghi molto sottili che sono rimossi alla fine della sessione SM. Questo è fondamentalmente un altro genere di stimolazione sensoriale che alcuni trovano molto piacevole. Gli aghi non fanno esattamente “male”, ma certamente si fanno sentire che sono dentro di te, e di sicuro questo fa aumentare il livello dell’endorfina.

Meglio non provare a farsi del “piercing” permanente da soli, a meno che non si sia stati addestrati personalmente da un professionista; ci vuole una conoscenza piuttosto approfondita ed è meglio non trovarsi con qualche danno causato dall’incompetenza! Il piercing per gioco è sicuramente meno “hard” ma meglio comunque conoscere le tecniche di sterilizzazione (ricorda: sesso sicuro!).

Il piercing ai capezzoli può provocare problemi di allattamento? Alcune volte si, alcune volte no; ci sono esperienze in entrambi i casi. Ci sono molti “passaggi” per il latte in un capezzolo, per cui vi sono buone probabilità che l’allattamento non abbia problemi, ma non vi è nulla di certo.

Per avere informazioni più approfondite sul “piercing” potete leggere il newsgroup rec.arts.bodyart (o magari future edizioni aggiornate di queste FAQ).

“C & B play” significa giochi con pene e testicoli. “Genitorture” significa “tortura genitale.” Questo è un argomento che fa fuggire di paura alcuni uomini, e ne eccita invece all’istante altri, rendendoli avidi di saperne di più. Il genitali maschili sono la parte più vulnerabile e sensibile del corpo maschile, e per questo molti “master” si divertono a manipolarli.

Il “Cockring” (anello da pene) è un anello che si posiziona di solito intorno alla base del pene, dietro i testicoli. Il pene diviene eretto quando i vasi sanguigni alla sua base si comprimono (a causa dell’eccitazione), intrappolando il sangue all’interno del pene che si gonfia. Il “Cockring” ha un effetto simile, prolungando l’erezione nella maggior parte degli uomini che lo usano. Inoltre comprime anche l’uretra, rendendo l’orgasmo doloroso, o addirittura causando un riflusso di sperma nella vescica. Questo non è pericoloso a meno che non si faccia ripetutamente. Fate esperimenti per capire quando la tensione diventa eccessiva.

La maggior parte di questi anelli sono di cuoio, con chiusure regolabili, così da stringerli o allentarli a seconda delle esigenze, e per poterli rimuovere facilmente. Alcuni sono fatti di gomma. Alcuni persino in metallo, molto pericolosi; se ne mettete uno troppo piccolo alla base del pene non eretto, questo potrebbe gonfiarsi al punto da non poter rimuovere l’ anello, il quale se troppo stretto impedirebbe al pene di sgonfiarsi. E questo potrebbe comportare una corsa al pronto soccorso e l’uso di cesoie. E non è una barzelletta!

Alcuni “cockrings” hanno anelli multipli, per essere posizionati dietro i testicoli, intorno a questi ed intorno alla base dell’asta. Ad alcuni piace usare molti anelli intorno ai testicoli, così da allontanarli dal corpo.

Consigli per la sicurezza: meglio andarci piano finché non si conoscono i propri limiti. Se il dolore, in seguito a qualsiasi attività, si diffonde in altre aree del corpo, o se il dolore dura per troppo tempo dopo che la stimolazione è finita, siete andati probabilmente oltre i vostri limiti. Generalmente non raggiungerete questo punto se agirete con gradualità. Come per qualsiasi pratica SM, vale il discorso che se provate dolore dopo il gioco, o se osservate qualche anormalità nel pene, flaccido o eretto, o nei testicoli, meglio vedere un dottore. Naturalmente evitate ogni pratica che strappi o torca seriamente i genitali; ci sono molti legamenti e vasi sanguigni lì, ed eventuali danni potrebbero anche impedire l’erezione. Il pene ed i testicoli possono comunque sopportare schiaffi o fustigazioni leggere, purché date con prudenza ed attenzione.

La legatura di pene e testicoli può essere fatta con stringhe di cuoio, nastri, corde di velluto, etc. Siate decorativi, legare un pene eretto può essere artistico e stuzzicarlo può esserlo ancora di più. Non aspettatevi che questo tipo di bondage mantenga l’erezione indefinitamente, il pene tende a sgonfiarsi se non stimolato e una legatura che lo mantenga eretto per troppo tempo può essere pericolosamente stretta. In ogni caso assicuratevi, come sempre, di poter rimuovere la legatura velocemente in caso di necessità.

Un gran numero di giochi possono essere fatti anche con i genitali femminili. Alcune donne amano che gli si mettano delle mollette sulle labbra della vagina, altre apprezzano una fustigazione leggera sulle labbra esterne, o anche sul clitoride. Qualche volta il “piercing” può essere usato per applicarvi del bondage; quello sulle labbra della vagina per tenerla aperta in modo delizioso ad esempio, così come un piercing sul cappuccio del clitoride può essere legato indietro lasciando il clitoride stesso nudo e scoperto. Ad alcune donne piace la sensazione di una pelliccia passata sul loro clitoride, ad altre piace essere alternativamente blandite e tormentate fino a non poterne più.

E anche qui andateci piano. Non entrate come un ciclone nella vagina, qualunque cosa intendiate fare. Non lasciate morsetti applicati troppo a lungo fino a quando non sapete quanto le piaccia (e come si sentirà il giorno dopo, a gioco finito). Una stessa sensazione mantenuta troppo a lungo può diventare rapidamente irritante; cambiate la stimolazione, mantienete il bottom eccitato e sorpreso. Ci sono ogni tipo di cose che possono essere usate sui genitali femminili; oggetti come “spiedini di bambù , candele, grattugie, mollette, palette per le mosche, cubetti di ghiaccio, coltelli, ritagli di gomma, cinghie di cuoio, pellicce di coniglio, corde, spazzole, seta, cucchiai, asciugamani, pesi, e fruste” possono tutti essere articoli che daranno ai genitali della vostra sottomessa sensazioni indimenticabili. (E non esagerate fino al punto di provocare un danno reale, esattamente come con i genitali maschili. Niente graffi, ferite o sfregi; queste sono le parti più sensibili del corpo!).

La comunicazione è fondamentale durante questi giochi; la sensibilità della vagina varia da donna a donna esattamente come ogni altra parte del corpo (e forse di più) In generale, lo stesso tipo di gradualità di cui abbiamo parlato per la fustigazione è utile per i giochi con la vagina, anche se in questo caso il master deve essere ancora più delicato perchè qui le sensazioni possono essere più intense e focalizzate che in qualunque altra scena che si basi sulle sensazioni fisiche.

Un ultimo consiglio: apparentemente, per molte donne, il clitoride tende a ritirarsi un po’ in seguito alla sensazione precedente l’orgasmo. Se state dando alla partner delle stimolazioni piacevoli (possibilmente associate ad un sottile dolore), ed il suo clitoride scompare NON FERMATEVI ! (a meno che non vogliate evitarle l’orgasmo… e non spingetevi troppo in là con questo a meno che i piedi della tua partner siano legati, potrebbe darti un calcio…..). Imparate a porvi dei liniti; se la vostra sottomessa vuole veramente terminare la sessione con un orgasmo, concederglielo la renderà ESTREMAMENTE grata nei vostri confronti; attendere troppo potrebbe raffreddare l’eccitazione di entrambi. Questa è una buona cosa da concordare prima di iniziare la sessione: “come vorresti finire la scena?”. La rottura di un tale un accordo porterebbe alla diffidenza, ma l’onestà, come sempre, aiuterà ognuno ad ottenere quello che vuole.

da http://www.smack.org

Il mio nuovo piercing

Ciao a tutti, sono Valeria, diciotto anni e vivo a Campobasso.
Da quattro anni o poco più, ho cominciato ad appassionarmi di body modification.
All’inizio mi divertivo solo a collezionare foto o informazioni sui vari mods ma, con il passare del tempo, la body modification è diventata il mio stile di vita.
Ormai è da due anni che sono apprendista presso uno studio a Cassino e mi auguro di diventare una piercer professionista il prima possibile.
Ho già diversi tatuaggi e diversi piercing.
Ma dato che per me la body modification è diventata come una malattia non potevo fare a meno di faremi un altro piercing o un altro tatuaggio..
Più mods ho e più mods voglio.
Credo sia così per tutti.
Avevo deciso di farmi un regalo per Natale ed pensai subito ad un altro piercing o ad un altro tatuaggio.
All’inizio avevo pensato ad un tatuaggio ma poi ho deciso di farmi un piercing.
Ero però ancora indecisa sul posto.
Inizialmente avevo pensato al bridge o ad un altro piercing orale.
Successivamente però pensai di farlo al sopracciglio ma mi è stato sconsigliato da diverse persone per diversi motivi.
Alcuni sostenevano che fosse un piercing generalmente maschile e che quindi non mi potesse stare bene, altri ritenevano che sarei andata certamente incontro al rigetto perché non avevo molta carne intorno alla parte interessata
Decisi di lasciar perdere i consigli altrui e di fare così questo piercing al sopracciglio.
A dir la verità ero un po’ spaventata perché l’idea del rigetto, dopo aver visto numerose foro su BME, non era piacevole.
Così mi sono informata meglio su ciò che avrebbe potuto causare un ipotetico rigetto.
Dopo neanche una settimana decisi di prendere un appuntamento presso uno studio qui a Campobasso da un ragazzo di nome Antonio.
Era la prima volta che andavo in questo studio.
Però non ne ricordo il nome .
Appena entrai mi chiese dove volevo fare il piercing e mi diete qualche consiglio.
Gli dissi che lo volevo al sopracciglio e così si mise i guanti e cominciò a toccarmi il sopracciglio.
Mi osservò la parte interessata e mi disse che si poteva fare.
Prese una penna e mi fece i due puntini.
Mi chiese se andavano bene fino a quando non trovammo un accordo.
Mi fece accomodare su una sedia [alquanto scomoda oserei dire], preparò tutta l’attrezzatura.
Mi fece notare che ago, pinza e orecchini erano sterili e mi disinfettò la parte interessata con un disinfettante.
Successivamente mi chiese di chiudere l’occhio,allorché mi spaventai e mi venne spontaneo domandare perché avrei dovuto chiudere l’occhio e lui mi rispose che era possibile la fuoriuscita di sangue.
Credo di essere sbiancata a quella risposta perché probabilmente non me l’aspettavo.
Fatto sta che decisi di chiudere l’occhio e dopo nemmeno un minuto il sentii l’ago attraversare il io povero sopracciglio.
Non ho sentito neanche un po’ di dolore.
Era come se qualcuno mi avesse dato un piccolo pizzico senza arrecarmi alcun dolore.
Nessun disturbo.
Mi avvitò accuratamente le sfere del piercing e mi disinfettò il sopracciglio con un disinfettante.
Parlammo un po’ della probabilità di rigetto nel mio caso e lui mi disse che comunque era minima se avessi curato il piercing in modo appropriato e seguendo le istruzioni da lui consigliatemi.
Per una settimana non ho avuto alcun problema con il mio nuovo piercing.
Lo disinfettai tre o quattro volte al giorno con gentalyn beta per due settimane.
Successivamente però mi accorsi che il piercing mi stava creando qualche problema.
Infatti, non so per quale motivo sia successo, la pallina superiore del piercing aveva creano una conca intorno al foro superiore e credo che stessi rischiando anche il rigetto.
Sinceramente non sapevo cosa fare e non capivo quale fosse il problema del mio piercing.
Poi, dopo aver fatto alcune ricerche ed aver trovato anche alcune notizie sull’enciclopedia del sito BME, ho deciso di cambiare la sbarra al mio piercing.
Probabilmente il mio problema era quello di avere una sbarra diritta troppo corta nel foro.
Decisi così di acquistare una sbarra più lunga e curva.
Andai da un rivenditore specializzato e anche lui mi consigliò di sostituire la sbarra dritta con una curva.
Tornata a casa sinceramente avevo un po’ paura a cambiare la sbarra al piercing dato che mi faceva un po’ male.
Fortunatamente trovai il coraggio.
Disinfettai la sbarra e l’orecchino e non ebbi alcun tipo di problema con l’inserimento della nuova sbarra.
Successivamente disinfettai il piercing per un altro mese e si cicatrizzò subito senza darmi alcun problema.
Ormai è passato un anno da quando ho fatto questo piercing al sopracciglio e non ho alcun tipo di problema:
il piercing sta bene , non ho avuto alcun rigetto e credo anche che sia uno dei piercing più belli che io abbia.
Natale è ormai vicino e quindi sto già pensando ad un altro piercing da regalarmi.

Il piercing dentale oggi

Per piercing dentale si intende posizionare in modo più o meno stabile un oggetto (il piercing) su un dente
L’arte del piercing, conosciuta attraverso i secoli e le varie culture, è stata riscoperta e la sua popolarità è in aumento. Dalle tribù dell’Africa e dell’Amazzonia, l’arte “del foro” è arrivata agli studi professionali delle maggiori città
Oggi è possibile personalizzare il proprio sorriso incollando brillantini o gioiellini sui denti utilizzando tecniche che non alterano la struttura dentale.
Questo è possibile grazie all’utilizzo dei materiali correntemente utilizzati in odontoiatria.

Il piercing dentale può essere:

· temporaneo

· semipermanente

· permanente

Il piercing temporaneo è paragonabile ad un trattamento cosmetico, la permanenza varia da 2-3 giorni a qualche settimana. Il brillantino viene mantenuto sul dente mediante l’utilizzo di apposita colla che non ne altera in alcun modo la superficie
Il piercing semipermanente utilizza cementi odontoiatrici e la sua durata e’ di qualche mese.
Per il dental-piercing permanente vengono utilizzati dei materiali compositi (stesso materiale utilizzato per le otturazioni estetiche) più o meno fluidi, autoindurenti o ad indurimento indotto da apposite lampade uv. La tecnica non richiede alcun ritocco (inteso come creazione di cavità con punte di trapano) del dente ma un trattamento superficiale detto “mordenzatura” con il quale, mediante un apposito acido, vengono create delle zone di “aggancio” per il materiale incollante. La tecnica richiede una attrezzatura di tipo professionale.
In questo modo il piercing rimane fissato al dente per molti anni ed è rimovibile dal professionista che l’ ha applicato senza danneggiare il dente.
Con questa tecnica vengono normalmente posizionati diamanti o gioielli in oro con o senza pietre preziose incastonate, di un certo valore economico. In alternativa ai diamantini è possibile utilizzare una serie di piccoli oggetti d’oro, appositamente studiati, arricchiti o meno di pietre preziose.

da http://www.dentalpiercing.it

L’ultima moda? Marchiati a fuoco

In Inghilterra c’è che va oltre il tatuaggio infliggendosi un «trattamento» ormai vietato sugli animali

LONDRA (Gran Bretagna) – Altro che tatuaggi e piercing. In Inghilterra, l’ultima mania per chi ama infierire sul proprio corpo è quella di farsi marchiare a fuoco vivo, come si faceva un tempo con gli schiavi (o si fa ancora oggi in Iraq), usando ferri arroventati o penne cauterizzanti, che raggiungono anche i mille gradi centigradi. Sfidando paura e dolore, sono, infatti, sempre più numerosi i temerari che scelgono di farsi segnare in maniera permanente le carni, con una lettera dell’alfabeto, un simbolo religioso o addirittura un’intera frase. La pratica sugli animali è proibita dalla legge, ma per gli uomini, non esiste ancora una regolamentazione e il vuoto legislativo ha permesso così il proliferare dell’arcaico strumento di tortura. «Farsi marchiare la pelle è diventato molto popolare fra i professionisti – ha raccontato al «Sunday Times» Graham Martin, presidente della «Tatoo and Piercing Industry Association», con uno studio a Manchester – e io stesso ho marchiato insegnanti, infermiere e persino un poliziotto». L’arcaica procedura costa sulle 70 sterline (circa 100 euro) a seduta e oltre a causare indicibili sofferenze (non c’è anestesia) è anche molto pericolosa, perché si rischiano infezioni e danni permanenti ai nervi.

CRESCITA ESPONENZIALE – Eppure il numero di quanti hanno scelto di segnare in questo modo il proprio corpo è cresciuto in maniera esponenziale nel giro di pochissimo tempo. «Se nel 2002 facevo un marchio a fuoco all’anno – ha confermato Martin – oggi ne faccio più di uno alla settimana. Spesso, arrivano da me anche ragazzini di 16 anni a chiedermi di farsi marchiare a fuoco vivo, ma in questo caso li mando via perché non voglio fare nulla ai minori di 18 anni. Si tratta, però, di una mia scelta, perché non esiste una legge che me lo impedisce». Come già per molte mode giovanili, il proliferare di tale barbara usanza ha trovato in Youtube una cassa di risonanza planetaria, con decine di video postati dagli stessi marchiatori e cliccati da migliaia di curiosi: immagini assolutamente raccapriccianti, ma spie del sempre più crescente desiderio da parte dei ragazzi (ma ci sono anche rappresentanti del gentil sesso) di autoinfliggersi dolore e sofferenza per simboleggiare l’appartenenza a un gruppo. «Mi sono marchiato dieci anni fa – ha ammesso Dave Wiper del Modern Savane Tatoo Studio di Wakefield, nello Yorkshire – ma negli ultimi tre anni mi è capitato di vedere sempre più persone con i segni delle cicatrici sul corpo. Una volta, è venuto da me un musulmano: voleva farsi un tatuaggio, ma la sua religione non gli permette di introdurre inchiostro nel corpo, così ha scelto di farsi marchiare». Quanto alla sopportazione del dolore, secondo Paul Doling, un 29enne impiegato delle assicurazioni di Eastbourne, nel Sussex, che si è fatto imprimere sulla pelle dell’avanbraccio otto cerchi e due linee, resistendo per un’ora al ferro arroventato che gli incideva le carni, il segreto è tutto nella botta di adrenalina che ti arriva in circolo non appena vedi lo strumento che si avvicina al tuo corpo: «E’ una scarica pazzesca, che copre qualunque dolore». Siete ancora scettici? Fate una ricerca su Google e la voglia vi passerà del tutto. Provare per credere….

da http://www.corriere.it

Mi chiamo Marta

Mi chiamo Marta, ho 24 (quasi 25) anni e da quando ne ho 15 sono appassionata di bodymod. Tutto inizi� con un mio ex che aveva un sacco di riviste su tatuaggi e piercing.. passavo interi pomeriggi a sfogliarle e ad ammirare l’inchiostro e l’acciaio sottopelle. Da l� nacque l’insana passione e cominciai anch’io a comperare queste riviste, spesso d’importazione e quindi care come un occhio della testa (risparmiavo paghette su paghette per prenderne una..)

In particolare mi attiravano i piercing all’ombelico, allora davvero rari da vedere, sia dal vivo che in foto, al contrario di adesso (come si dice a firenze, ce l’ha pure il gatto). Una mia compagna di classe lo aveva fatto, ma da un disgraziato che l’aveva forata con la pistola.. il foro era orrendo e in men che non si dica aveva fatto infezione. Non c’era voluto molto a capire che la pistola non andava affatto bene.

A 16 anni mi capit� di vivere un’esperienza abbastanza traumatica, nulla di davvero grave, ma insomma, fu qualcosa che mi mise in crisi per un bel po’.

L’anno dopo (1997) tutto era finito ma volevo ricordare l’esperienza e “siglare” in qualche modo la sua conclusione. E cos�, visto che avevo due lire da parte (tenuto conto che facevo ancora il liceo non era cos� scontato), decisi in quattro e quattr’otto: era arrivato il momento di forare l’ombelico! Ravanai nel salvadanaio ed estrassi i miei averi.

Avvisai mia mamma delle mie intenzioni e lei, ovviamente, si mostr� molto contrariata e per nulla d’accordo.. ma siccome all’epoca non c’era una vera regolamentazione in materia, anche se ero minorenne non avevo bisogno del suo permesso per farmi bucare la pancia. Perci� alzai la cornetta e composi il numero dell’unico studio che conoscevo per questo tipo di pratiche. Una volta chiesto il prezzo (70 mila delle vecchie lire), chiesi quando potevo andare. “Anche oggi pomeriggio!” mi rispose la ragazza e cos� fissai l’appuntamento.

Chiesi a mio fratello (all’epoca ero senza moroso e la mia migliore amica quel pomeriggio era occupata) di accompagnarmi perch� da sola avevo un po’ fifa in realt� 😀 Lui accett� di buon grado.

Arrivammo allo studio e dopo 5 minuti di attesa, in cui la mia agitazione sal� alle stelle, venni chiamata nella saletta preposta all’operazione. Il piecer mi fece accomodare sulla poltrona e mi chiese se lo volevo in alto o in basso. Avevo gi� deciso per la seconda opzione e glie la comunicai. Lui inizio quindi a preparare l’attrezzatura. Devo dire che, nonostante all’epoca non ci fosse una vera cultura del piercing a livello comune, avevo scelto bene: utilizz� guanti usa e getta e attrezzatura sterile e monouso.

Io intanto ero sempre pi� agitata! Il piercer se ne accorse e per distrarmi mi fece un paio di domande, come mi chiamavo eccetera, alle quali risposi iniziando a chiacchierare a macchinetta. Gli chiesi, ovviamente, se mi avrebbe fatto male, al che lui rispose, ovviamente “no, tranquilla, � solo una punturina”, cosa che non mi tranquillizz� affatto ma ormai.. il dado era tratto! Nn osavo guardare in basso perch� avevo visto l’agocannula e avevo il cuore che andava a duecento all’ora. “Adesso” disse, finendo di disinfettare l’area “al mio tre, fai un bel respiro e vedrai che sar� gi� tutto finito.. uno, due, tre” e ZAC! Mi sfugg� un “ahia!” ma era davvero pro forma: il dolore era stato veramente brevissimo e assolutamente sostenibile. Ora sentivo pi� un indolenzimento diffuso, ma me lo aspettavo e poi ero talmente eccitata che era l’ultimo dei problemi 😀

Guardai nello specchio laterale ed eccolo l�, un bell’anellino argenteo al centro della mia pancia!! Ero incredula e molto felice. Il piercer fin� le operazioni di rito e mi prescrisse la cura. Io annuivo imbambolata: per fortuna di solito dopo un piercing ti vien data una fotocopia delle istruzioni da seguire, di solito si � talmente in bomba che si rischierebbe di dimenticare tutto 😉

Uscita dalla stanza, feci ammirare a mio fratello il risultato e lui ne fu entusiasta (e infatti un anno dopo tocc� a lui farsi forare l’ombelico, ma sopra) e me ne tornai a casa.. dove mia mamma non mi parl� per tre giorni, al contrario di mia nonna che era curiosa e interessata 😀

All’epoca il mio pancino ingioiellato fece scalpore, non c’erano molte ragazze con il piercing. Ora invece � fin troppo comune, ma dopo 7 anni � completamente parte di me e non ci penso nemmeno a toglierlo. Al navel son seguiti il trago, 4 anni fa ma successivamente tolto, e il capezzolo destro un anno fa. Per quanto riguarda l’inchiostro, per ora si limita a una scritta in elfico all’altezza dell’osso sacro. L’unico problema � la mancanza di fondi, perch� i tatuaggi costano parecchio pi� dei piercing. Ad ogni modo spero di riuscire ad ampliare presto la superficie di pelle tatuata e forata!