Tattoo e dental piercing Acconciati per stupire

È Milano che detta legge, in linea con Londra e New York. È qui che si decide se i capelli vanno sfilacciati e dipinti di verde o se, invece, sia più «giusto» portare piccole pietre incastonate all’ombelico. Milano si muove nel mondo della body art, cercando di definirne, di anno in anno, regole e confini. Tutto è body art, e niente lo è: sono i piercing e i tatuaggi, di solito, gli emblemi più classici della modificazione (pseudo) estrema del corpo, ma se prima hanno fatto scalpore, oggi sono pressoché accettati da tutti. Nessuno fa più caso se il vicino di scrivania porta l’orecchino al naso o ha i capelli gialli. E dopo un periodo di totale manìa, ora appaiono scontati, non più soggetti ai capricci della moda. Raffreddata la passione per i tatoo e gli anellini al sopracciglio, tramontano anche i capelli cortissimi dai colori sgargianti, soppiantati da uno stile più pacato. Almeno così dicono i guru del settore, che, a Milano, hanno aperto veri e propri laboratori di tendenza. Definirli parrucchieri o centri estetici sarebbe limitante, quasi offensivo a parer loro: sono templi della fantasia, dell’azzardo, dello studio di culture lontane. Qui si fanno disegni sui capelli come quelli dei neri di New York; si infilano barrette di metallo nella lingua come fanno le popolazioni dell’Africa e si incastonano brillantini sui denti per ricordare Madonna o Mick Hucknall dei Simply Red. Citazioni continue, da cogliere tra mensole di treccine e fotografie ingigantite. La mappa della città conta oggi alcuni indirizzi di riferimento, da dove, in diretta, si colgono le ultime tendenze. Il primo della lista, per ordine cronologico e forse anche di importanza, è sicuramente Orea Malià, (via Marghera 18, tel. 02.4694976). Ed è Marco Montanari a raccontare mode e modi del momento: «Di solito, con l’arrivo dell’autunno, le pazzie si frenano. La gente si cala si nuovo nel suo mondo lavorativo e tutti tornano seri e pettinati. Ancora, però, si vedono in giro gli uomini con i capelli argentati o bianco latte, tonalità che, quest’estate, hanno sostituito il verde e il blu degli anni scorsi. Continua poi la richiesta del dental piercing, ovvero un brillantino che viene applicato sugli incisivi. Non si fa un buco, come molti temono: lo swarosky viene fissato con una colla odontoiatrica, che regge per un mese, anche un mese e mezzo. I brillantini vengono messi anche sul corpo, a mo’ di tatuaggi. Ma la vera moda del momento è l’extencion, l’allungamento dei capelli. Sono ciocche di capelli veri, che vengono applicate con clip e piccole asole e che ben si confondono con i capelli originali. Il costo dipende dalla quantità di ciocche richieste: varia dalle 800mila al milione e 200mila lire». Ivan Casazza di Adoré (viale Piceno 1, tel. 02.740508) sostiene, da parte sua, che ora ci sia un’ondata di ritorno della vecchia cresta: «Anche se precisa lui è rivista e corretta rispetto a quella degli Anni Settanta. Non è più necessariamente colorata ed è invece contornata da graffiti fatti con il rasoio. Di solito sono piccoli disegni etnici, ma qualcuno sceglie di farsi scrivere il nome della fidanzata o di disegnarsi cuoricini e barchette. Per le donne il trucco è divertente. Due le novità, oltre ai già conosciuti brillantini intorno agli occhi: la polvere d’argento ricopre spesso le sopracciglia e le labbra vengono sporcate con il rossetto, non più messo con ordine, ma un po’ sbavato e steso con le dita. Le unghie invece vengono coperte con una speciale pellicola, che le contorna con gocce diamantate». Elisa Flotta di Intrecci (via Larga 2, tel. 02.72022316), altro parrucchiere shock invaso dalla musica assordante, non vuole però cedere alle generalizzazioni. Anche nel suo negozio si applicano i brillantini ai denti, si fanno i buchi per i piercing, i dred e le richiestissime extencion: «Ma noi non vogliamo standardizzarci, seguendo pedissequamente le mode del momento. Quando un cliente viene da noi, lo lasciamo lì seduto per 5 minuti, studiandolo, guardando i suoi movimenti e cercando di capire come adattare le sue richieste modaiole al suo vero essere». Anche nel nuovissimo negozio Vertigine (via San Marco 28, tel. 02.6592376) puntano molto sulle personalizzazioni: «Oggi la moda è quella della differenziazione. Nessuno si vuole più omologare dice Massimiliano Romano, il titolare . Ognuno vuole essere diverso, anche se, indubbiamente, esistono tendenze di massima: ora, per esempio, c’è un grande ritorno degli anni Settanta, con teste alla Rod Stewart. Noi però appoggiamo questa ricerca della propria personalità. Diamo infatti i cosiddetti “personal blend”: ognuno cioè può tornare a casa con un flaconcino contenente la miscela del suo colore, abbinato al profumo più adatto».

da http://www.repubblica.it

Niente tatuaggio? Niente paradiso!

Samoa…angolo di paradiso della Polinesia. In questo luogo dell’arcipelago dell’Oceania il tatuaggio ha delle origini antichissime, dove la leggenda narra che due divinità delle isole Fiji lo introdussero tra gli abitanti di quei luoghi.

 Il Pe’a, il tatuaggio maschile per eccellenza, parte dalla metà della schiena ed arriva fino ad entrambe le ginocchia; la caratteristica di questo tatuaggio sono i motivi geometrici che in alcuni casi sono molto particolari e, originariamente, più la casta sociale era elevata più i motivi erano complessi e laboriosi.Il Malu invece, il tatuaggio Samoano femminile, a differenza di quello dei “maschietti” viene eseguito con dei motivi perlopiù  ornamentali, molto simili a quelli del Pe’a ma con la differenza che l’effetto positivo-negativo dello stesso non é presente, rendendo il tatuaggio più chiaro rispetto a quello maschile..particolare é anche il fatto che gli uomini che si facevano tatuare per la prima volta ricevevano grandi feste, ma le donne no..( fenomeni di maschilismo?) Chissà..

Bandito e condannato per lungo tempo nel periodo della colonizzazione, il tatuaggio Samoano é stato ricollocato al suo posto “d’onore” grazie agli innumerevoli sforzi dei Samoani stessi, che con l’aiuto dei grandi maestri tatuatori del luogo hanno fatto rivalutare quest’arte che da sempre fa parte dell’eredità culturale e artistica di questo popolo. A proposito:

la leggenda narra anche che quando si raggiunge il mondo dei defunti…e si é sprovvisti di tatuaggi al suo arrivo, si verrà cacciati via, perché non si sarà degni di entrarci. Allora tutto chiaro? Niente tatuaggi? Niente paradiso..