La nuova frontiera della body-art

Oltre il piercing, oltre i tatuaggi. In America l’ultima tendenza della body art è quella degli impianti sub-epidermici

STATI UNITI – Grazie all’inserimento di piccole forme realizzate con sostanze anallergiche si possono creare sotto la pelle disegni e decorazioni. Gli amanti del genere possono farsi installare sotto l’epidermide dei piccoli cornetti, o un braccialetto al polso o un cuore in rilievo sul petto. Questa è la moda più pazza che sta dilagando, superati i banali tatuaggi e il piercing, ormai inflazionati. Sembra un trend decisamente di nicchia eppure, secondo questo articolo di Wired, riguarda 50 mila persone in tutto il mondo. L’artista numero uno di questa body art estrema si chiama Shannon Larratt e sognava di esprimere la sua creatività nei subdermal implants da quando, piccolissimo, vedeva Star Trek.
IL PIONIERE – Il suo maestro è Steve Haworth, che dal suo negozietto a Phoenix, in Arizona, pratica questa forma artistica dal 1994. Una ragazza neozelandese gli chiese un bracciale incorporato, a prova di smarrimento. Haworth praticò uno scollamento dei due strati di pelle e impiantò il gioiello. Dopodiché, grazie al tam tam che seguono le mode, ci furono altre richieste, bizzarre quanto dilaganti. Ora è molto trendy e i cosiddetti early adopter ne vanno fieri.
COME FUNZIONA – All’inizio il materiale utilizzato era l’acciaio inossidabile, poi fu il silicone modellato e talvolta il Teflon. Ormai Larratt è considerato un piccolo guru della forma artistica e dirige la webzine BMEZine , considerata il più importante riferimento per chi fa del corpo il protagonista assoluto dell’espressione creativa. I migliori del settore hanno spesso una conoscenza medica di base, trattandosi di interventi chirurgici a tutti gli effetti. Ma l’American Medical Association guarda al fenomeno con perplessità: non ha nulla a che fare con il giuramento di Ippocrate. Intanto il prossimo traguardo di Larratt saranno gli Rfid sotto pelle.

da http://www.corriere.it

Sex piercing femminili

INNER LABIA
Piercing posto sulle piccole labbra. È il piercing più comune fatto sui genitali femminili, perché i leggeri lobi di carne sono relativamente facili da bucare e guariscono molto più velocemente di qualsiasi altro body piercing. Clicca quì per foto dimostrativa.

OUTER LABIA
Le grandi labbra possono essere forate in tutta la loro lunghezza, ma se il piercing è fatto troppo in basso può causare qualche problema nel sedersi. Dato che le grandi labbra sono più spesse delle piccole, occorrerà un po’ di tempo in più perchè il foro cicatrizzi. Nell’antico impero romano invece la pratica dell’infibulazione era usata comunemente, ma non per motivi di libidine erotica, piuttosto il contrario. Alle schiave veniva inserito una specie di lucchetto sulle grandi labbra forate, per proibire loro i rapporti sessuali e assicurare così la loro castità. In Europa, invece, l’anello genitale sta diventando, sia per la donna che per l’uomo, un simbolo di fidanzamento e unione. Clicca quì per foto dimostrativa.

HOOD
È fatto forando il lembo di pelle che copre il clitoride. Può essere bucato sia orizzontalmente che verticalmente, e si può applicare sia l’anello che la barretta. La guarigione è rapida. Clicca quì per foto dimostrativa.

CLITORIS
Questo piercing sta diventando molto popolare grazie alle forti sensazioni fisiche che provoca. Può essere messo in modo orizzontale o verticale, bucando al centro la base del clitoride. Il suo posizionamento è cruciale e ci vogliono circa sei settimane perchè il piercing guarisca.

Sex piercing maschili

PRINCE ALBERT
Era già usato durante l’epoca Vittoriana. La leggenda dice che il principe Alberto avesse un anello infilato nella punta del pene, per mantenere indietro il prepuzio e mantenere così il suo organo pulito, per non offendere la regina. Dalla leggenda il nome per uno tra i piercings più popolari. Il Prince Albert è realizzato bucando dall’uretra la base della punta del pene e infilando un anello nel foro praticato. La procedura è veloce, non presenta particolari problemi, dato che lo spessore della pelle da forare è relativamente sottile e cicatrizza rapidamente. Clicca quì per foto dimostrativa.

FRENUM
Questo è un piercing di origine europea, che veniva usato per una sicura castità. Per prevenire i rapporti sessuali si arrivava a mettere una sorta di lucchetto infilato nel pene. Il Frenum viene realizzato bucando la pelle che sta sotto la base del pene e l’anello, che passando attraverso il foro, va a circondare la punta dello stesso. La misura dell’anello e il suo posizionamento sono molto importanti. La procedura e la guarigione sono semplici e rapide (due o tre mesi per la cicatrizzazione completa). È un altro tra i piercing più popolari. Clicca quì per foto dimostrativa.

DYDOES
L’ uso del Dydoes ha origini abbastanza recenti. I Dydoes, usati di solito in coppia, sono piercings fatti attorno al bordo del glande. Vengono usate barrette d’ acciaio chirurgico con chiusure da entrambe i lati, consistenti in piccole sfere. Questo tipo di piercing va bene solo per le persone che hanno il pene circonciso. La cicatrizzazione avviene in 4/6 settimane. Clicca quì per foto dimostrativa.

APADRAVYA
È un piercing verticale che passa attraverso tutta la punta del pene, messo in modo che l’estremità inferiore esca dalla base del pene. Dell’Apadraya si parla anche nel Kamasutra, l’antico scritto Indù sull’amore. Questo è uno tra i piercing più difficili da eseguire e bisogna aspettare vari mesi perché cicatrizzi perfettamente. Non è molto diffuso in occidente. Clicca quì per foto dimostrativa.

AMPALLANG
Non è ancora molto conosciuto nel mondo occidentale, ma sta già prendendo piede. È di casa nei paesi circondati dall’oceano Indiano, dove la pratica viene effettuata come rito d’iniziazione o di passaggio alla pubertà. Questo piercing è messo orizzontalmente, attraverso la punta del pene e può, o non, passare dall’ uretra a seconda della posizione scelta. Anche l’Ampallang ha una guarigione molto lunga, circa sei mesi o più, ma se posizionato attraverso l’uretra tende a cicatrizzare più velocemente. Clicca quì per foto dimostrativa.

FORESKIN
Sul prepuzio si possono fare piercings singoli o multipli. Dato che il tessuto è molto fine, la guarigione è rapida. Il foreskin può essere fatto per aumentare le sensazioni, mediante lo sfregamento dell’anello sul glande, ma anche per mantenere la castità, mediante un anello (in alcuni casi anche un lucchetto) infilato nel foro, in modo che la pelle del prepuzio vada a coprire la punta del pene, impedendo al glande di uscire. Questa pratica è chiamata infibulazione ed era comunemente fatta agli schiavi maschi nell’antica Grecia e a Roma. Anche questo piercing guarisce nell’arco di due o tre mesi. Clicca quì per foto dimostrativa.

HAFADA
Considerato dagli arabi molto importante, l’Hafada è un “regalo” per chi raggiunge l’ età adulta e diventa finalmente uomo. Viene organizzato un rito cerimoniale da amici e parenti e al designato viene fatto il piercing. Un piercing relativamente superficiale, posizionato a lato dello scroto tra il testicolo e la base del pene. Se ne possono fare anche multipli, messi sia ai lati che nel centro dello scroto. Gli arabi molto ricchi usano pietre preziose, come la pietra del Kuwait, da incastonare nell’Hafada. I francesi della legione straniera tornarono dal Nord-Africa portando questi ornamenti genitali, di solito sul lato sinistro, ma spesso su entrambe i lati dello scroto. La procedura è veloce e non particolarmente dolorosa. Clicca quì per foto dimostrativa.

GUICHE
È molto comune tra i maschi nativi del Sud Pacifico ed è praticato anch’esso come rito, durante la pubertà. Il piercing è orizzontale, fatto nel lembo di pelle tra lo scroto e l’ano. È uno dei piercing più difficili da fare e con cui convivere , specialmente per chi passa molto tempo “seduto”! Si consiglia l’uso di una barretta al posto dell’anello, dopo che il piercing è guarito. Clicca quì per foto dimostrativa.