Vademecum per Tattoo e Piercing

Tatuaggio e Piercing Considerate in passato pratiche confinate a minoranze “ribelli”, oggi i tatuaggi e i piercing sono diventati una vera e propria tendenza che coinvolge molti giovani e ma anche persone più adulte.
Purtoppo però con l’esplosione di questo fenomeno ha fatto seguito il proliferare di tatuatori ed “esperti in piercing” improvvisati e poco professionali.
Affronteremo i due argomenti distintamente spiegandone le caratteristiche e i possibili rischi ai quali si può andare incontro.

Tatuaggio

Tatuaggi temporanei, semipermanenti e permanenti
Quelli temporanei vengono fatti utilizzando per lo più colori naturali come l’henneh, sostanza originaria di colore rosso aranciato prodotta dalle foglie di un arbusto del nord Africa.

Sono molto di moda e sicuramente la scelta migliore per quelle persone indecise che vogliono provare prima di farsi un vero tatuaggio permanente.

La durata infatti può variare da qualche giorno a qualche settimana a seconda della concentrazionje di pigmento.

I semipermanenti hanno durata variabile a seconda del tipo e della qualità di pigmento impiegato e della profondità a cui viene impiantato il colore.

Sono utilizzati per lo più per marcare le sopracciglia ed il bordo delle labbra. I tatuaggi permanenti durano una vita ed è bene ricordarselo poichè l’unica possibilità di rimozione è tramite chirurgia o laser; se il pigmento non è dei migliori poi, tendono a sbiadirsi lentamente nel tempo.

Il disegno viene inizialmente tracciato a matita sulla parte interessata e successivamente inciso con aghi sterilizzati imbevuti di inchiostro particolare penetrando abbastanza in profondità nella pelle. Per tatuaggi molto grandi spesso sono necessarie più sedute.

• L’henné

Tatuaggi usa e getta, belli ma…
Che il tatuaggio sia tornato di moda si sa, ma molte persone non amano fare una scelta così definitiva e permanente, per cui scelgono i tatuaggi all’henné.
I “mehendi”, venivano nelle tribù berbere per adornarsi prima di cerimonie particolari, come ad esempio il matrimonio.
Il grande successo di questo tipo di tatuaggio è dovuto al fatto che, dopo due o tre settimane scompare completamente, permettendo così di essere rifatto, cambiato con un altro soggetto o di restare con la pelle libera da disegni fino a quando non torna la voglia di riprovarci.

Ma non esistono solo aspetti positivi e anche i tatuaggi all’hennè, come quelli fatti con l’ago, possono avere il risvolto negativo della medaglia.
Bolle, allergie, rossori… anche i tatuaggi temporanei possono fare male e provocare dermatiti allergiche. Il tatuaggio scompare, ma lascia al suo posto una chiazza rossastra o vesciche.

La causa di questi problemi non è l’hennè, ma la parafenilendiamina, una sostanza chimica che spesso viene diluita nel colorante di origine vegetale perché riduce i tempi di fissaggio del tatuaggio, lo fa durare di più e rende i colori più brillanti.

Quindi come si può fare per essere sicuri?
• Rivolgetevi sempre a centri specializzati che vi diano assicurazioni sulle sostanze che vengono utilizzate.
• Scegliete colori tenui, nelle tonalità dei marroni e degli arancio, le tinte naturali di questo composto, sarete più sicuri che non sono stati aggiunti additivi chimici.
• Evitate tatuatori improvvisati “da spiaggia”.
• Non fate mai tatuaggi all’hennè se al composto viene aggiunta la parafenilendiamina

Consigli per sottoporsi con tranquillità al tatuaggio
• Recatevi da tatuatori professionisti che assicurino la sterilizzazione del materiale utilizzato e la massima qualità dei pigmenti.
• Il tatuaggio è un’arte; poiché la rimozione del tatuaggio non è cosa semplicissima, accertatevi che il tatuatore sia artisticamente competente.
• Se non siete più che certi di volere un tatuaggio permanente evitatelo; se proprio volte provare, fatelo in una zona poco visibile ai vostri occhi (schiena, arti inferiori); raramente ci si stanca di un tatatuaggio che vedono solo gli altri.

Rimozione del tatuaggio
A volte capita, e purtroppo non raramente, di farsi fare un tatuaggio, e poi non accettarlo più.
Che cosa fare?
La rimozione del tatuaggio può esser fatta in due modi:
Chirurgicamente
Consiste nell’asportazione completa del tatuaggio.
Se il tatuaggio è di notevoli dimensioni ciò comporta la rimozione in più tempi. Ne deriva sempre una cicatrice di lunghezza e maggiore rispetto a quella del tatuaggio.
La tecnica chirurgica è oggi poco utilizzata per gli esiti cicatriziali. Si pratica in anestesia locale rimuovendo il tatuaggio e la cute interessata.
A seconda della grandezza e della sede, l’intervento viene effettuato in un tempo unico o in più sedute.
Talvolta è necessario anche utilizzare tecniche di chirurgia plastica. Attualmente l’intervento può essere giustificato, forse, dalla rapidità e dalla radicalità dell’asportazione del tatuaggio. Tale risultato però ha un prezzo alto da pagare: una o più cicatrici evidenti!

Laser
Laser come il CO2 e l’Erbium , sono ablativi, colpiscono l’acqua dei tessuti eliminando le cellule in maniera non selettiva.
I tatuaggi, che sono comunque profondi, possono essere sì eliminati con questa metodologia ma spesso si assiste ad esiti discromici e atrofico-cicatriziali. Per questo tale tecnica non viene più molto utilizzata.

Oggi la metodica laser più sfruttata è quella che utilizza il meccanismo di fototermolisi selettiva utilizzando lunghezze d’onda peculiari e potenze di emissione del raggio laser molto elevate per tempi infinitesimi nell’ordine di nanosecondi. Tali laser sono denominati Q-Switched .
Questa tecnica permette di ottenere la frammentazione del pigmento colorato e la sua progressiva eliminazione per mezzo di degradazione attraverso cellule “spazzino” o con eliminazione transcutanea.
L’enorme vantaggio di tale metodica è quello di limitare enormemente l’effetto termico sui tessuti circostanti e quindi ottenere un brillante risultato estetico. Il processo di asportazione del tatuaggio è graduale e prevede diverse sedute.
E’ importante sottolineare la gradualità dell’asportazione per ridurre al minimo i rischi di una inestetica cicatrice.

Elettrosalatura
E’ una nuova tecnica basata sull’uso di sale sulla zona tatuata e successivi peelings diatermici eseguiti con elettrocoagulatori programmabili.

Tipi di laser
• Alessandrite: per eliminare il colore blu, il nero, il verde.
• Ruby laser: per eliminare il nero, il blu, il verde.
• Pulsed dye laser: per eliminare il giallo, il rosso, l’arancione e il viola.
• Nd yag (1064 nm): per eliminare il blu, il nero, l’arancione, il viola e il rosso.

Costi e risultati
La rimozione avviene in più sedute (in genere dalle 3 alle 8 sedute) a seconda del tipo di colore, tipo di pigmento e profondità del tatuaggio.

• Per poter valutare i risultati è necessario attendere dalle 4 alle 8 settimane. Infatti la resa estetica del trattamento varia in base al tipo di pelle e alla composizione dei pigmenti utilizzati.
• Il costo del trattamento varia dai 250 ai 500 euro a seduta, a secondo del numero dei colori e della grandezza del tatuaggio.

Piercing

La moda del piercing (dal verbo to pierce: forare) è dilagata anche in Italia, e anche da noi sono decine di migliaia le persone che hanno deciso di farsi “traforare”.
Orecchie, ombelico, naso, lingua… i tipi di piercing sono infiniti e diverso è il dolore che viene avvertito durante l’applicazione.

Zone di applicazione
Orecchie: dolore medio. Il padiglione auricolare è tutto coperto da una fila di orecchini, molto diffuso soprattutto fra le ragazze.
Naso:dolore medio/alto. Viene applicato un anello in vari punti ai lati del naso. Se si toglie il piercing, il buco tende a richiudersi molto in fretta e non lascia il segno.
Narici: dolore medio/alto. Viene applicato nella pelle che si trova sotto la cartilagine nasale tra le due narici (tipo “toro”)
Ombelico: dolore medio. Di origine araba ed induista è molto praticato dalle donne.
Lingua: dolore medio/alto. E’ una sfera metallica che viene inserita nella lingua, anche questo tipo di piercing è molto diffuso.
Labbra: dolore alto. Posto sulle labbra inferiori o superiori, non è molto diffuso e può provocare gonfiore.
Sopracciglia: dolore medio. E’ sicuramente uno dei piercing più diffusi.
Capezzolo: dolore alto. Dicono che accresca la sensibilità…
Genitali: dolore altissimo. Fra tutti i tipi di piercing è uno di quelli più dolorosi e pericolosi.
Denti: dolore alto. Lanciato da Madonna, il brillantino incastonato nei denti. Può essere praticato solo da un dentista.

Piercing e rischi per la salute
I centri specializzati dovrebbero seguire le linee guida stabilite dal Ministero della Sanità, ma la prudenza non è mai troppa.
La sterilizzazione degli strumenti non è sufficiente per evitare infezioni e gli stumenti devono essere monouso.
Da questo punto di vista, il piercing è meno rischioso di un “buco” tradizionale, effettuato con la pistola, proprio perché quest’ultima non è monouso, né può essere sterilizzata.
Le infezioni e le crisi di rigetto, poi, possono sopraggiungere anche in caso di perfetto adeguamento alle procedure. Zone particolarmente sensibili, come la lingua, tendono a gonfiarsi e infiammarsi. Nei casi più accentutati, è necessario contattare il proprio medico, che potrà prescrivere una terapia antibiotica.
Chi soffre di cardipatie congenite potrebbe sviluppare l’endocardite, una grave complicazione causata dall’immissione nel circolo sanguigno di germi. In questi casi è meglio contattare il medico prima di sottoporsi all’applicazione e chiedere il suo consenso.

E ora che conosci la mappa del dolore, leggi tutti i rischi per la tua salute!
Una moda pericolosa?
Anche se in Italia esiste una normativa che detta le linee guida sulle norme igieniche e di sicurezza necessarie, queste regole di fatto non sempre vengono applicate e i piercing vengono eseguiti molto spesso da dilettanti che non si preoccupano affatto della salute dei loro clienti.
Vediamo insieme cosa è bene sapere:
Per evitare di contrarre malattie ed infezioni è fondamentale:
1. Rivolgersi a centri specializzati che rispettino le linee guida stabilite dal Ministero della Sanità.
2. Controllare che chi pratica il piercing utilizzi solo strumenti monouso (infatti non è sufficiente la sterilizzazione).
3. Non farsi mai fare un piercing utilizzando una pistola spara orecchini (quella che normalmente usano i gioiellieri) perché non è sterilizzabile.
4. Essere consapevoli dei rischi possibili di rigetto e di tutte le problematiche che potrebbero insorgere.

Epatite B, epatite C, AIDS
Sono i tre rischi più gravi. Infatti il piercing può essere fonte di trasmissione di queste malattie. Recentemente una giovane mamma siciliana ha rischiato di morire per un semplice buco all’orecchio, infatti da piccola non era stata vaccinata contro l’epatite e il piercing le ha provocato prima l’epatite virale e poi il coma profondo. Ha potuto salvarsi solo con un trapianto al fegato. Non vogliamo fare del terrorismo psicologico, ma è importante non mettere a repentaglio la propria vita solo per una “moda”.

Cardiopatie
Ultimamente la ormai grande diffusione del piercing ha permesso di rilevare quanto questa pratica possa essere pericolosa per le persone con cardiopatie congenite, difetti alle valvole cardiache (stenosi, insufficienza ecc), ma soprattutto portatori di protesi valvolare.
Seppur molto raramente infatti, c’è il rischio che si sviluppi l’endocardite, una grave complicazione causata dall’immissione nel circolo sanguigno di germi che attecchiscono in prossimità delle valvole cardiache creando un focolaio di infezione che distrugge il tessuto valvolare e le cui conseguenze possono anche essere mortali.
Per queste persone dunque sarebbe ragionevole rinunciare al piercing, ma se proprio non se ne può fare a meno occorre osservare una profilassi antibiotica facendosi poi applicare il piercing in un ambiente il più asettico possibile in modo da evitare possibili infezioni a seguito di sanguinamento.

Disturbi vari
Il piercing all’orecchio, ad esempio, può talvolta cambiare il carattere e turbare la salute. Infatti, se fatto nei punti “sbagliati”, è in grado di scatenare l’aggressività nascosta, di aumentare la timidezza e addirittura negli adolescenti di interferire sullo sviluppo cerebrale.
L’allarme è stato lanciato recentemente da un esperto di agopuntura e direttore della scuola di medicina cinese di un famoso ospedale di Roma.
Oltre alle possibili infezioni si scoprono, a sorpresa, altri pericoli: disturbi visivi, turbe della fertilità e, per le donne, aumento dei dolori mestruali.
La causa di tutto questo risiede nel fatto che sull’orecchio ci sono molti punti energetici e una stimolazione continua, come quella esercitata da un orecchino, può scatenare simili effetti indesiderati. Ovviamente questi saranno più forti nei soggetti predisposti.

Il Tatuaggio Temporaneo ad Applicazione Istantanea Senza Acqu

Novità ! Il Tatuaggio Temporaneo ad Applicazione Istantanea Senza Acqua

L’utilizzo di tatuaggi temporanei come prodotti promozionali ha già dato le sue prove e registrato numerosi successi, per quanto riguarda la comunicazione di una marca

I tatuaggi lasciano la loro impronta non solo sur corpo ma anche nella mente della gente, per molto tempo.
I tatuaggi temporanei, se sono ben scelti, possono raggiungere ogni tipo di risultato, e funzionano sempre !
Cosa c’è di nuovo nella vasta gamma di tatuaggi temporanei ?

Un tatuaggio ad applicazione istantanea che può essere applicato dovunque, e in ogni momento : senza avere bisogno di acqua !
Questo nuovo tatuaggio temporaneo ha diversi vantaggi :

Il principale è che non c’è più bisogno di acqua per applicarlo sulla pelle. La sua Distribuzione sarà di conseguenza molto più facile, e ciò per tutti i tipi di eventi, dal momento che la sua applicazione è molto più semplice.

Essa è infatti istantanea.

D’ora in poi, non ci sarà più bisogno di una spugna o di un fazzoletto bagnato per trasmettere il vostro messaggio pubblicitario. Questo Tatuaggio ad applicazione istantanea, è ideale per i saloni, gli eventi sportivi, le sfilate o ancora per il lancio di prodotti, l’organizzazione di serate per i bar, le discoteche etc..

Gli inchiostri di questi tatuaggi temporanei sono atossici e ipoallergenici.

Nei tatuaggi che si applicano con l’acqua, esiste però, una piccola differenza:

Il tatuaggio istantaneo ha una durata molto breve, e si usa una sola volta, mentre i tatuaggi tradizionali sono fatti per durare più a lungo. Altro svantaggio : durante il trasferimento, ci sono delle probabilità di perdere dei piccoli pezzi di immagine, il che dà un risultato, che nel complesso, appare sulla pelle, di minor qualità, rispetto ai tatuaggi che si applicano con l’acqua.

Ma questo non è poi cosi importate, poiché questo tatuaggio ha un utilizzo diverso e puntuale. Si tratta di un’alternativa interessante per la vostra comunicazione, a seconda dei risultati che volete ottenere.

Per avere più info sui Tatuaggi Temporanei promozionali, visita il sito : http://www.temporary-tattoos.eu/

Quando il corpo diviene mezzo per l’espressione artistica

Lasciando da parte per un attimo il fattore estetico – e le mode del momento, le pratiche dell’ornamento e del mutamento del corpo o di una parte del corpo hanno un profondo significato ideologico e psicologico. Per i seguaci del neotribalismo sono una via per riappropriarsi della propria identit�, del proprio corpo, in una societ� di massa che tende a unificare e ad omologare le persone. Pu� essere quindi considerata come una forma di ribellione, una protesta contro la societ� industrializzata, che vede gli uomini soltanto sotto l’aspetto del marketing, come persone che consumano merce e che producono.
Questo consumismo sfrenato ha allontanato l’uomo dalla Natura, dal contatto – in senso stretto – con la propria anima, relegandone la gestione alle religioni e alla societ� (di massa).
Tutto questo, secondo il neotribalismo, ha portato l’uomo a massificarsi e a perdere cos� la propria identit� personale, allontanandosi dal proprio corpo, slegandolo dalla propria anima. In questo contesto compaiono le modifiche corporali, seguendo i metodi e i rituali dei nostri antenati, rispolverando la loro idea secondo cui � possibile arrivare alla mente tramite il corpo. Le modifiche sono il mezzo per recuperare una forma di conoscenza diversa, pi� profonda e completa.
La scelta di una persona di modificare il proprio corpo ha alla base anche la voglia di mettersi in gioco, di scoprire i propri limiti, fisici e mentali, dalla quale si esce trasformati. Nel corpo e nello spirito. Secondo il neotribalismo questo ci aiuterebbe anche ad affrontare con pi� energia e coraggio la vita di tutti i giorni.
Neanche a dirlo che un semplice body-piercing, se fatto soltanto per seguire una moda, non vi aiuter� di certo ad espandere la vostra coscienza/conoscenza�
La modificazione del corpo, dal semplice trucco di tutti i giorni alla scarnificazione, � un modo di affermare al mondo che siamo tutti diversi, ma non per questo meno capaci. Se io ho un body-piercing � perch� mi accetto cos� come sono, anche se non corrispondo al tuo modello ideale.
Fatta questa premessa, passiamo alla modificazione vera e propria, scorrendo fra le varie tecniche pi� usate e che pi� facilmente possiamo trovare andando per strada.

Il Body Painting – pittura del corpo – deriva dalle tribali consuetudini di dipingersi il corpo. Le ragioni erano diverse e variavano dai riti magici propiziatori, all’iniziazione per l’entrata nel mondo dell’adulto, al dipingersi per spaventare spiriti o animali selvaggi, fino ad arrivare al semplice piacere di dipingersi il corpo. Il body painting abbraccia ogni tipo di trucco: dalla matita per gli occhi, al fard, alle pitture all’henn� per mani e piedi. Durante gli ultimi decenni, il termine ha incominciato ad essere usato in senso pi� stretto per distinguere la pittura di una larga parte o addirittura di tutto il corpo nudo.

Il tatuaggio (“tatau” – onomatopeico, dal rumore che fa la pelle quando viene bucata: marcare con segni, scrivere sul corpo, parola polinesiana; in inglese fu tradotto da Cook in “tattow”, poi diventato per noi tattoo) inizialmente era la parola che designava sia la deposizione sottocutanea di pigmenti sia la scarnificazione o il disegno tramite cicatrizzazione.
Fin dalla preistoria l’uomo sente il bisogno di lasciare dei segni. Ci hanno sempre insegnato che questo bisogno veniva soddisfatto con i graffiti sulle pareti. Secondo L�vi Strauss l’uomo primitivo come primo impulso cerc� di disegnarsi il corpo, come prima superficie conosciuta. ll ritrovamento di utensili dell’epoca preistorica che sembrano essere atti a questo scopo ne danno la conferma.

Anche gli Egizi praticavano il tatuaggio come riconoscimento per gli schiavi e abbellimento per i regali. A Samoa, in Oceania, � molto diffuso il “pe’a”, ovvero il tatuaggio effettuato su tutto il corpo. Alla fine dei cinque giorni che occorrono per tatuare tutto il corpo viene data una grande festa in onore di chi � riuscito a portare a termine l’impresa.
Lo troviamo anche in Africa, nel Sud-Est asiatico, in Giappone, nell’America precolombiana. Fu utilizzato dai Greci e dai Romani per indicare l’appartenenza ad una classe bassa o ad alcune categorie sociali: schiavi, prigionieri, disertori e stranieri. Particolare � il rapporto tra la religione cristiana ed il tatuaggio: inizialmente esso costituiva per i primi fedeli perseguitati un simbolo religioso e l’espressione di una fede osteggiata.
Nel 787 d.C. papa Adriano ne proib� l’uso e questo divieto rimase a lungo, fino a quando, fra il XV e il XVIII secolo, ci furono le grandi esplorazioni geografiche: l’incontro con culture incontaminate e definite “primitive” gener� la rivalutazione di un certo stile di vita, di pratiche, riti e abitudini ad esso connesse, atteggiamento che conflu� e si espresse nel mito del “buon selvaggio”. Questa visione esotica viene meno con il ‘900, epoca in cui si ha un’inversione di tendenza: il tatuaggio non � pi� considerato espressione di libert� ed arte, ma di anti-socialit�, arretratezza e disordine morale.
Questo semplicemente perch� il tatuaggio fu usato sempre pi� spesso dai ceti bassi. Si era propagato tra marinai, soldati, carcerati. Intorno agli anni ’60 al tatuaggio si associa l’idea di trasgressione e chi si tatua � ora il ceto medio-alto.
Le tecniche per realizzare un tatuaggio sono tre: la samoana, la giapponese e l’americana. La tecnica samoana introduce l’inchiostro sotto la pelle per mezzo di un bastoncino cavo e appuntito, e provoca molto dolore. In Italia questa tecnica non esiste. La giapponese prevede che gli aghi siano fatti entrare sotto la pelle in maniera obliqua, mentre l’americana, decisamente la tecnica pi� diffusa in Italia, fa uso di una macchinetta elettrica ad aghi: attualmente la tecnologia ci ha portato ad avere macchinette per tatuaggi che viaggiano a 2000 perforazioni al minuto. Nei nostri anni il tatuaggio, anche grazie al diffondersi di centri specializzati, non � pi� n� un segno di ribellione, n� un marchio a fuoco di criminalit�. Si pone piuttosto come una scelta di stile di vita personale.

Le culture primitive vedevano i buchi come fori in cui la luce poteva passare ininterrotta, degli ingressi, delle porte, attraverso i quali far passare l’energia della materia. Il buco era l’atto rituale che sanciva e rinnovava il contatto fra la Natura e l’uomo. Come i baffi di corno inseriti nel setto per ricordare il giaguaro o i piattelli di osso a ricordare gli uccelli. Da noi questa profonda tradizione � arrivata sotto il nome di body-piercing. Nell’antico Egitto il body-piercing era un segno di distinzione destinato a pochi eletti e proibito alla gente comune.
Il body-piercing � una perforazione della pelle e dei tessuti sottostanti che crea una piccola galleria nella carne. Il pi� conosciuto e accettato da noi � quello ai lobi, ma le variet� sono davvero molte e variano anche in base alla creativit� di chi si fa un body-piercing.
Il body-piercing � considerato una modificazione temporanea, poich� il semplice buco, finch� non viene allargato (ad es. con le espansioni) o se non � tenuto per molto tempo, una volta tolto il gioiello tende a richiudersi. Il body-piercing che prevede l’inserzione di uno o pi� anelli di metallo viene anche chiamato ringing.

Con scarificazione si intende il tagliare la pelle per creare cicatrici in rilievo. E’ la tecnica pi� usata dalle trib� africane: con la pelle molto scura il tatuaggio risulterebbe poco visibile. Da qualche tempo � in voga anche in occidente.

Il branding, un tipo di scarificazione, � una delle ultime tendenze, e arriva dalla Germania. Tecnicamente � una marchiatura: si imprime un disegno o una scritta sulla pelle con uno stampo di acciaio rovente, e sulla parte marchiata rimangono in rilievo le cicatrici (s�, � la stessa tecnica usata per marchiare le mucche!). Le sue origini sono lontanissime: deriva infatti dall’abitudine di marchiare gli schiavi nell’Antico Egitto e fra i Romani. In Francia era usato per marchiare i criminali e gli eretici, pratica mantenuta fino al XVIII secolo. Nella permissiva Olanda, invece, il brandig � vietato per legge.

Rimangono infine le inserzioni sottocutanee. Inutile dire che anche queste hanno origini antiche: venivano praticate per assomigliare di pi� agli animali selvaggi, o ai demoni, con l’intenzione di spaventarli. Vengono praticate tramite vere e proprie operazioni chirurgiche, attraverso tagli sottocutanei attraverso i quali si introducono corni o oggetti diversi, ma sempre di materiale chirurgico, per evitare rigetti. Molto conosciuto � l’uomo gatto – non quello di Sarabanda� Si � fatto impiantare dei baffi e dei cornetti per le orecchie appuntite.

Decidere se modificare il proprio corpo � importante, ed � una decisione che va ponderata soprattutto quando si tratta di modificazioni permanenti. L’unico consiglio � di farlo con coscienza, e non per moda, e di affidarsi sempre a studi professionali.

L’ombelico cosa è?

L’ombelico (anche ombellico, nella variante popolare, ma comunque ben accolta dalla comunità medica) è ciò che rimane della recisione praticata al cordone ombelicale al momento della nascita: la sua forma e dimensione viene determinata dal successivo processo di cicatrizzazione dei tessuti.
Posto tra i due muscoli retti dell’addome, ad esso è ancorato il fegato mediante il legamento rotondo, vestigia della vena ombelicale che, dalla placenta, porta al feto sangue con ossigeno e nutrienti.
Nella vita intrauterina non è, dopo il parto non è più: estetica vestigia dal ruolo puramente simbolico.
La zona dell’ombelico è la zona più delicata di tutto il corpo,e un colpo violento improvviso in questa zona può causare disturbi di salute e,in alcuni casi,anche la morte.
L’ombelico varia da persona a persona e quindi le differenze si notano subito. Innanzi tutto bisogna dire che la sua forma,dimensione e aspetto non deriva minimamente dal DNA e quindi può riservare anche una comodità nel distinguere due gemelli identici.
L’ombelico è prima di tutto rilevabile in due aspetti:
* Incavato
* Sporgente
Nel primo caso l’ombelico appare come una depressione,e visto da lontano dà l’impressione di un foro. E’ l’ombelico più comune sia nelle donne che negli uomini. Nel secondo caso,invece,un pezzo del cordone ombelicale tende a fuoriuscire
dalla sua cavità.Questo caso è piuttosto raro e spesso viene riconosciuto come poco estetico. Questo ombelico si può incontrare facilmente nei bambini nei primi anni di vita,per poi rientrare automaticamente con il corso degli anni. Nelle donne in gravidanza tuttavia,a partire dal sesto mese l’ombelico tende a fuoriuscire dalla sua cavità a causa della pressione del feto sul ventre,per poi rientrare normalmente dopo il parto.
Il cratere è la parte interna dell’ombelico che introduce al fondo.Generalmente su questa parte vengono applicati i piercing. Questa parte può essere di due tipi:
* Liscia
* Striata
Il tipo striato è molto comune e si rappresenta con dei piccoli tagli all’ inizio e all’interno dell’ombelico.
Il fondo dell’ombelico è la parte meno visibile (nelle persone con ombelico incavato) ma la più delicata in quanto comunica direttamente con milza,stomaco e fegato. Anche qui si sono rilevati dei gruppi estetici scoprendo che in alcuni tipi il fondo si rappresenta liscio oppure con torsioni evidenziate oppure lievi. Le torsioni sono delle piccole righe verticali che giacciono sul fondo dell’ombelico.Questo fenomeno dipende sempre dalla cicatrizzazione dei tessuti.

Mi chiamo Marta

Mi chiamo Marta, ho 24 (quasi 25) anni e da quando ne ho 15 sono appassionata di bodymod. Tutto inizi� con un mio ex che aveva un sacco di riviste su tatuaggi e piercing.. passavo interi pomeriggi a sfogliarle e ad ammirare l’inchiostro e l’acciaio sottopelle. Da l� nacque l’insana passione e cominciai anch’io a comperare queste riviste, spesso d’importazione e quindi care come un occhio della testa (risparmiavo paghette su paghette per prenderne una..)

In particolare mi attiravano i piercing all’ombelico, allora davvero rari da vedere, sia dal vivo che in foto, al contrario di adesso (come si dice a firenze, ce l’ha pure il gatto). Una mia compagna di classe lo aveva fatto, ma da un disgraziato che l’aveva forata con la pistola.. il foro era orrendo e in men che non si dica aveva fatto infezione. Non c’era voluto molto a capire che la pistola non andava affatto bene.

A 16 anni mi capit� di vivere un’esperienza abbastanza traumatica, nulla di davvero grave, ma insomma, fu qualcosa che mi mise in crisi per un bel po’.

L’anno dopo (1997) tutto era finito ma volevo ricordare l’esperienza e “siglare” in qualche modo la sua conclusione. E cos�, visto che avevo due lire da parte (tenuto conto che facevo ancora il liceo non era cos� scontato), decisi in quattro e quattr’otto: era arrivato il momento di forare l’ombelico! Ravanai nel salvadanaio ed estrassi i miei averi.

Avvisai mia mamma delle mie intenzioni e lei, ovviamente, si mostr� molto contrariata e per nulla d’accordo.. ma siccome all’epoca non c’era una vera regolamentazione in materia, anche se ero minorenne non avevo bisogno del suo permesso per farmi bucare la pancia. Perci� alzai la cornetta e composi il numero dell’unico studio che conoscevo per questo tipo di pratiche. Una volta chiesto il prezzo (70 mila delle vecchie lire), chiesi quando potevo andare. “Anche oggi pomeriggio!” mi rispose la ragazza e cos� fissai l’appuntamento.

Chiesi a mio fratello (all’epoca ero senza moroso e la mia migliore amica quel pomeriggio era occupata) di accompagnarmi perch� da sola avevo un po’ fifa in realt� 😀 Lui accett� di buon grado.

Arrivammo allo studio e dopo 5 minuti di attesa, in cui la mia agitazione sal� alle stelle, venni chiamata nella saletta preposta all’operazione. Il piecer mi fece accomodare sulla poltrona e mi chiese se lo volevo in alto o in basso. Avevo gi� deciso per la seconda opzione e glie la comunicai. Lui inizio quindi a preparare l’attrezzatura. Devo dire che, nonostante all’epoca non ci fosse una vera cultura del piercing a livello comune, avevo scelto bene: utilizz� guanti usa e getta e attrezzatura sterile e monouso.

Io intanto ero sempre pi� agitata! Il piercer se ne accorse e per distrarmi mi fece un paio di domande, come mi chiamavo eccetera, alle quali risposi iniziando a chiacchierare a macchinetta. Gli chiesi, ovviamente, se mi avrebbe fatto male, al che lui rispose, ovviamente “no, tranquilla, � solo una punturina”, cosa che non mi tranquillizz� affatto ma ormai.. il dado era tratto! Nn osavo guardare in basso perch� avevo visto l’agocannula e avevo il cuore che andava a duecento all’ora. “Adesso” disse, finendo di disinfettare l’area “al mio tre, fai un bel respiro e vedrai che sar� gi� tutto finito.. uno, due, tre” e ZAC! Mi sfugg� un “ahia!” ma era davvero pro forma: il dolore era stato veramente brevissimo e assolutamente sostenibile. Ora sentivo pi� un indolenzimento diffuso, ma me lo aspettavo e poi ero talmente eccitata che era l’ultimo dei problemi 😀

Guardai nello specchio laterale ed eccolo l�, un bell’anellino argenteo al centro della mia pancia!! Ero incredula e molto felice. Il piercer fin� le operazioni di rito e mi prescrisse la cura. Io annuivo imbambolata: per fortuna di solito dopo un piercing ti vien data una fotocopia delle istruzioni da seguire, di solito si � talmente in bomba che si rischierebbe di dimenticare tutto 😉

Uscita dalla stanza, feci ammirare a mio fratello il risultato e lui ne fu entusiasta (e infatti un anno dopo tocc� a lui farsi forare l’ombelico, ma sopra) e me ne tornai a casa.. dove mia mamma non mi parl� per tre giorni, al contrario di mia nonna che era curiosa e interessata 😀

All’epoca il mio pancino ingioiellato fece scalpore, non c’erano molte ragazze con il piercing. Ora invece � fin troppo comune, ma dopo 7 anni � completamente parte di me e non ci penso nemmeno a toglierlo. Al navel son seguiti il trago, 4 anni fa ma successivamente tolto, e il capezzolo destro un anno fa. Per quanto riguarda l’inchiostro, per ora si limita a una scritta in elfico all’altezza dell’osso sacro. L’unico problema � la mancanza di fondi, perch� i tatuaggi costano parecchio pi� dei piercing. Ad ogni modo spero di riuscire ad ampliare presto la superficie di pelle tatuata e forata!

PIERCING IN SICUREZZA

E’ una delle mode del momento, ma sottoporsi a tali trattamenti esige un’ informazione corretta

Per molti adolescenti di oggi avere un piercing o un tatuaggio vuol dire sentirsi “veramente ok”, essere “trendy”, al passo con la moda. D’altra parte tatuaggi e piercing sono comuni tra le star della musica, della televisione e dello spettacolo, e così sempre più spesso i ragazzi, per emulare i loro divi, intraprendono animate discussioni con i genitori per convincerli ad accontentarli nei propri desideri.
Ci saranno genitori “moderni” che non si sconvolgeranno più di tanto di fronte alla richiesta del giovane, altri che tenteranno in tutti i modi di far cambiare idea al figlio, altri ancora che proibiranno categoricamente una “cosa” del genere!
Come potrebbe agire il ragazzo? Nella migliore delle ipotesi potrebbe ascoltare le ragioni dei genitori e abbandonare l’idea del tatuaggio o del piercing, nei casi peggiori, invece, potrebbe sfidare i genitori e seguire il suo bisogno di trasgressione (perché tale è da considerare).
Sia che siate favorevoli o contrari, una volta che vostro figlio ha manifestato la volontà di sottoporsi a questa specie di “tortura” raccomandategli almeno di muoversi con prudenza e buon senso, nella consapevolezza di ciò a cui potrebbe andare incontro.

Un tatuaggio non è una colorazione dei capelli, che per quanto strana possa essere se ne va con la crescita o con un taglio corto; non è un modo di vestire che si può stravolgere da un momento all’altro. Chi si tatua lo fa per sempre e tornare come prima è praticamente impossibile.
Il pigmento dei tatuaggi infatti, è molto resistente, perché viene metabolizzato dalle cellule della pelle, che lo assorbono in modo permanente. Chi ci ripensa e vuole togliersi un tatuaggio, deve affidarsi alla dermoabrasione, un metodo molto aggressivo perché “raschia” via la pelle fino a 4 millimetri di profondità e lascia cicatrici visibili. Oppure al laser, che con il suo raggio vaporizza le cellule cutanee e non fa sanguinare, evitando così le cicatrici, ma il nuovo strato cutaneo che crescerà avrà una pigmentazione diversa. Insomma è certo che dopo la rimozione di un tatuaggio tornare ad avere la pelle di quella parte del corpo esattamente come prima non è proprio possibile.
Quindi, non c’è nulla di male a seguire la moda, ma è bene tenere presente anche questo aspetto del piercing o del tatuaggio. Proprio perché è “per sempre”, bisogna ponderare bene la scelta del soggetto e non lasciarsi trasportare dall’emotività del momento (ora amate Antonio…ma se poi sposate Giovanni?!). Orecchini al naso, alle sopracciglia e all’ombelico, una volta cicatrizzata la ferita si possono senz’altro togliere. Ma in molti casi il buco resta e si vede.

E’ importantissimo affidarsi solo a centri specializzati della massima serietà per effettuare un tatuaggio o un piercing. Le condizioni igieniche con cui si opera sono veramente fondamentali per non andare incontro a spiacevoli sorprese. Tutti gli aghi usati per forare o colorare la pelle devono essere sterilizzati con metodi sicuri (autoclave a pressione, sterilizzazione a secco), mentre l’operatore deve indossare guanti perfettamente sterili e non toccare alcun oggetto non precedentemente sterilizzato. La mancanza di queste regole base fa correre il rischio di contrarre malattie come l’epatite B e C, la sifilide, il tetano, l’Aids e altre ancora.
In Italia manca una legge che regolamenti questo settore. L’ideale, per chi è interessato, è fare un sopralluogo: chiedere quali sono i metodi di sterilizzazione e nel frattempo dare un’occhiata in giro; se il locale è tenuto male e sporco, meglio non fidarsi. Un no assoluto quindi per il tatuatore-piercer improvvisato, che lavora in un angolo della discoteca oppure a casa sua.

Anche se i colori per i tatuaggi sono testati contro le allergie, si dovrebbe sempre fare la prova allergica, versando qualche goccia di colore sul braccio e aspettare 24 ore prima di passare alla fase del disegno, per escludere la possibilità di reazioni allergiche. Pure i vari orecchini e anellini da inserire nelle sopracciglia o all’ombelico devono essere realizzati in metallo chirurgico anallergico. Il foro per il piercing va praticato all’altezza giusta, lasciando lo spazio perché possa essere disinfettato e lavato con cura.
# Attenzione poi al punto in cui fate il piercing: lingua e ombelico sono parti delicate e a rischio d’infezioni. Ben pochi sanno che alcuni ombelichi non possono essere bucati perché la loro forma non lo consente e che sotto la lingua passano due grosse vene che non bisogna assolutamente toccare.

L’epatite cos’è

Epatite C: nuove speranze per la cura
Due milioni di malati in Italia, ma nuovi metodi promettono miracoli

Tra le malattie virali l’epatite, ovvero l’infezione del fegato da parte di agenti virali, e’ una delle piu’ insidiose e pericolose. E anche delle piu’ diffuse (in Italia sono 2.500.000 i portatori sani del virus). Prima del 1975 si conoscevano solo due tipi di virus epatitici: il virus dell’epatite A (epatite virale infettiva) ed il virus dell’epatite B (epatite virale da siero). Il primo viene trasmesso soprattutto da alimenti contaminati o cibi di mare non ben cotti, il secondo da trasfusioni di sangue e rapporti sessuali.

Entrambi oggi non danno piu’ grandi allarmi e preoccupazioni, si dispone infatti di vaccini molto sicuri (obbligatorio quello della B) ed e’ praticamente nullo anche il rischio di epatite trasfusionale da quando in Italia (1990) vige il controllo su ogni sacca di sangue. Diverso il caso dell'”epatite non-A, non-B”, responsabile di circa i due terzi di tutti i casi di epatite post-trasfusionale, e per questo motivo oggetto di intense ricerche. Dal 1975 il nuovo virus venne chiamato virus dell’epatite C (Hcv).

A differenza di A e B, per l’epatite C non e’ stato ancora trovato un vaccino efficace, per cui la grande importanza della prevenzione, piuttosto che delle terapie, oggi in gran parte basate sull’interferone. La conoscenza dei meccanismi e delle vie di trasmissione del virus oggi e’ pero’ aumentata, cosi’ come il numero delle guarigioni. In Italia esiste un milione di portatori sani del virus Hcv, che si trasmette con il sangue, i malati invece sono 2 milioni, con due nuovi infetti ogni 100 mila abitanti all’anno.

Tra i fattori di rischio la tossicodipendenza (il 70 per cento dei tossicodipendenti e’ infettato dal virus dell’epatite C) ma anche alcuni interventi chirurgici, soprattutto quelli di chirurgia maggiore, e quello ginecologici e sotto accusa, di recente, sono finite anche l’agopuntura e la pratica dei tatuaggi e del piercing. Piu’ raramente si ha il passaggio del virus tramite rapporti sessuali.

E le cure? Come detto al primo posto resta l’interferone, che pero’ sino ad oggi ha dato risultati abbastanza limitati. L’ultima scoperta e’ l’aggiunta all’interferone di nuovi farmaci, come la Ribarivina, in grado di triplicarne l’efficacia portando alla cura della malattie in oltre il 40 per cento dei casi di epatite cronica C. Ma sono allo studio anche altre sostanze come l’Amantadina e la Timosina i cui risultati saranno disponibili solo fra qualche tempo, che stanno riportando la speranza per la cura di questa malattia virale.

Body Art e culture estreme: l’arte sul corpo e’ sempre piu’ forte

Dal branding al cutting, passando per gli innesti artificiali

Dal branding al cutting, passando per gli innesti artificiali Marchiarsi a fuoco, oppure tagliuzzarsi il corpo, o ancora innestarsi appendici artificiali sul volto. Sono le ultime forme estreme di modificazione del proprio corpo, che fanno impallidire anche i piercing e i tatuaggi piu’ azzardati. Segni distintivi che stanno sempre piu’ riscuotendo successo nei locali piu’ “trendy” e alternativi di New York come di Los Angeles.

Il branding, appunto il marchio a fuoco di segni e simboli sulla pelle, ed il cutting, ovvero tagli fatti ad arte per creare cicatrici di forte effetto visivo, sono le applicazioni piu’ estreme nate dalla Body Art, l’arte del e sul corpo. Formatasi piu’ di 30 anni fa, l’arte estrema sta raccogliendo oggi sempre piu’ consensi nell’arte contemporanea. Merito di artisti davvero sconvolgenti come la francese Orlan, autrice di un innesto di due corni sulla propria fronte, o l’australiano Stelarc, che invece si e’ impiantato un “terzo braccio” meccanico ed un “terzo orecchio”. O ancora Franko B, le cui performance, strettamente riservate a due persone per volta, lo vedono nudo spalmato di cerone con due tagli nelle braccia dai quali sgorga a fiotti il sangue.

Tutto ruota intorno al concetto di “identita’”, come spiega Francesca Alfano Miglietti, “teorica delle mutazioni” e curatrice della mostra milanese “Rosso Vivo” allestita alla Pac di Milano lo scorso marzo. Un’identita’ che mai come in questo fine millennio l’uomo sta cercando di scoprire. Mutando e trasformando il proprio corpo in qualcosa di assolutamente diverso. Oppure facendolo “muovere” attraverso il mouse di un computer, come se fosse il personaggio di un videogame, come fa Marceli’ Antunez Roca, fondatore del gruppo catalano dei Fura dels Baus. E’ la stessa ideologia alla base anche degli amanti del piercing e del tatuaggio: creare un nuovo corpo per il nuovo millennio. E voi, cosa ne pensate della Body Art? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.