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26/06/2009

BELGIO: VOLEVA 3 STELLINE TATUATE SUL VISO, SE NE RITROVA 56

GUARDA IL VIDEO

Bruxelles- Una diciottenne belga Kimberley Vlaeminck, residente a Kortrijk nelle Frandre, la regione fiamminga, ha denunciato un tatuatore parigino Rouslain Toumaniantz, per averle tatuato una galassia di 56 stelline accanto all’occhio, quando in realtà lei ne aveva chieste solo tre.

L’errore sembra dovuto a un’incomprensione linguistica: olandese da un lato, francese dall'altro. La ragazza ha dichiarato “Guardatemi qua come sono brutta. Praticamente mutilata. Così non potrò nemmeno andare a lavorare” ha spiegato la ragazza ancora sotto shock aggiungendo: "L'uomo parlava solo francese. E questo e' stato un problema: io parlo solo olandese e un po' di inglese".

Il fatto è avvenuto domenica scorsa quando Kimberly si è recata nel negozio Tatoo Box insieme al padre, che le voleva regalare un tatuaggio. Ad accompagnarla anche il fidanzato e la sorella. Quando i tre sono andati a prendersi un gelato lei è rimasta sola con il tatuatore che le avrebbe mostrato un disegno con tante stelle mentre lei avrebbe ribadito di volerne solo tre.

Quando lui ha iniziato a lavorare, la ragazza si sarebbe appisolata. "Gli ho detto almeno tre volte di smettere - e' la tesi di Kimberley -. Ma lui mi ha detto che doveva lavorare ancora un po' sui colori. Improvvisamente mi ha chiesto se doveva colorare anche le due ultime stelle grandi. Sono caduta dalle nuvole, non sapevo di che stelle stesse parlando".

Dal tatuatore arriva, invece, un'altra versione, dato che secondo lui e' impossibile addormentarsi durante un tatuaggio sul viso perche' troppo doloroso: "La ragazza mi ha chiesto delle stelle e delle stelle ha avuto. Punto. All'inizio era molto contenta. Poi ha cambiato atteggiamento quando il padre l'ha vista".


da http://www.voceditalia.it

22/06/2009

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12/05/2009

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13/03/2009

Associazione tatuatori: attenti, pericolosa la crema per rimuovere i tatuaggi

 

ROMA - Attenzione ad una «presunta» crema “rimuovi-tatuaggi”, pubblicizzata come miracolosa ma in realtà molto rischiosa per la salute. A lanciare l'allarme è il presidente dell'Associazione tatuatori italiani riuniti (Atir), Giuseppe Serra. L'Atir, afferma Serra in una nota, «diffida i mezzi d'informazione dal trattare in modo inesatto o incompleto la notizia delle crema miracolosa per la rimozione dei tatuaggi, in arrivo in Italia».

Questa crema, spiega, «è iniettata nel derma e non è assolutamente un cosmetico o, comunque, una sostanza di libera vendita». Inoltre, avverte l'esperto, «provoca lesioni talmente significative da rendere illusoria la pubblicità circa facilità di applicazione e mancanza di cicatrici residue». Il prodotto, conclude Serra, «ha già suscitato l'interesse preoccupato del Ministero della Salute, da noi allertato, che non ha assolutamente autorizzato vendita ed uso, da parte di chiunque, della crema, tantomeno come cosmetico, diffidandone gli importatori».

da http://www.ilmessaggero.it

05/03/2009

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10/02/2009

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14/01/2009

Sarà un compleanno da dimenticare?

3 maggio.. Compio 21 anni. Il cielo è nuvoloso come non mai e già nella notte ha piovuto a dirotto.

La sfortuna inoltre sembra avercela con me: due giorni prima mi sono slogata una caviglia, faccio fatica a camminare e la tanto sospirata gita a Venezia che volevo regalarmi è andata in fumo.

Come se non bastasse la pioggia si trasforma di minuto in minuto in un uragano, con trombe d'aria ke provocano disastri fin dal mattino... Il telegiornale delle 8 gracchia di case diroccate e fiumi sopra il livello di guardia... Sarà un compleanno da dimenticare!

Intanto che mi arrivano telefonate di auguri, penso a cosa fare durante la giornata... In progetto c'è solo un giro con una mia amica nel tardo pomeriggio, così penso di andare dal piercer a fare 2 chiacchiere... Lui di certo è al lavoro e con un tempo così tremendo, c'è davvero poca gente ke pensa di uscire di casa per andare a farsi un piercing. Giusto una povera cretina che compie gli anni!

Verso le tre del pomeriggio arrivo allo studio di Markino... Perfettamente imboscato in una vecchia casa di ringhiera, è l'ideale per fumatine in allegria.

Mi siedo sul divano-trappola ke dopo 5 minuti ti fa ritrovare a terra... Ci mettiamo a fumare un aperitivo svizzero esportato con cura ed amore... E iniziamo a parlare. Così, mentre discutiamo di piercing e varie, decidiamo di sforacchiare la mia bimbetta... La cosa mi prende bene, anche se l'imbarazzo di togliermi le mutande davanti a un mio amico mi lascia un attimo perplessa.

"Cos'è? Ti vergogni di denudarti davanti a me?"

"Chi, io??????_ fingendo una più che apparente sicurezza

Il momento è arrivato... Dopo una breve occhiata alle foto in archivio decidiamo per un hood verticale, ritenuto da entrambi la soluzione ideale...

La preparazione è abbastanza lunga: occorre selezionare con molta cura il punto da perforare, per evitare spiacevoli inconvenienti. Un altro problema è individuare una posizione comoda per entrambi nel suo lettino, visto che il piercing è piuttosto doloroso e devo essere rilassata al massimo.

Dopo un quarto d'ora di tentativi alla fine ce la facciamo e manca solo di preparare il materiale e scegliere il gioiello... Inizialmente opto per una circular barbell, poi ripiego su una barretta curva, decisamente più comoda e più igienica, vista la posizione soggetta a continui e dolorosi sfregamenti.

Svaccata sul lettino, inizio a respirare profondamente, cercando di non sentire la tensione che lentamente mi sale dal basso ventre al cuore... Dal piano superiore sale la musica di una radio accesa, da fuori si possono udire le gocce d'acqua picchiare contro le finestre sbarrate... Cerco di distrarmi più che posso... Il mio sguardo si perde qua e là per lo studio, l'odore del disinfettante m'invade violentemente le narici...

La preparazione è terminata.

Markino mi spalma una cremina di un non so cosa di leggermente anestetico sulla parte, ma non fa assolutamente effetto al momento in cui dovrebbe. Poi stringe con decisione le pinze attorno al cappuccio del clitoride, il dolore è intenso e crescente... Il passaggio dell'ago è un attimo di delirio puro, in cui sobbalzo cacciando un urletto di sofferenza, del tutto incontrollabile. Un attimo in cui davvero ho visto le stelle!

Mi sento subito storditissima, come se mi avessero tirato una botta in testa.

Alla fine l'effetto dell'anestetico ha iniziato a salire (soltanto ora, accidenti!) e non sento più alcun bruciore... Il mio hood è splendente e perfettamente eseguito... Proprio un bel regaluccio!!!!!!

Passo dieci minuti abbondanti ad osservarlo allo specchio, mentre tratto sulla cifra da pagare... Visto che è il mio compleanno e che ci conosciamo ormai da tre anni (sono una veterana del suo studio!), mi fa uno sconto di un bel po' di euri...

Strafelice m'incammino verso il puntello con la mia amica...

La prima a saperlo è lei ed è a dir poco sconvolta...

A distanza di tre mesi non ha ancora avuto il coraggio di vederlo!

Per quel che riguarda la guarigione del piercing, devo dire che ha presentato qualche difficoltà... All'inizio ho dovuto indossare sempre abiti larghi ke non sfregassero con la parte... Il dolore è spesso intenso, specialmente le prime due settimane, e mi sono ritrovata più di una volta a fare facce strane in pubblico mentre salivo sulla bicicletta.

Una cosa molto importante è indossare sempre biancheria in fibre naturali, perchè con una ferita aperta le allergie e le infezioni sono in agguato più che mai... Ne so qualcosa io che con i primi caldi ho sofferto abbastanza per il mio hood fresco di esecuzione.

Per quanto riguarda l'aspetto sessuale... Il gioiello entra in contatto direttamente con un certo grillettino di piacere... E che dirvi, si sente eccome! Ma non credo che sia una conseguenza diretta del piercing, forse è molto più un fattore psicologico: vederlo mi da soddisfazione.

Non ho consigli da darvi, semplicemente... Se ve la sentite fatelo, è un regalo prima di tutto a voi stesse. E basta!

Buon piercing!

28/12/2008

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02/12/2008

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01/12/2008

Cos'è il Play piercing

A differenza del piercing dove l'ago inserito durante l'operazione viene sostituito da "gioielli" più o meno permanenti il play piercing ovvero "giochi con aghi" consiste nel inserimento provvisorio di appositi aghi sterili durante il gioco i quali verranno rimossi non appena questo gioco ha termine.

Questa è indubbiamente una sensazione alternativa di stimolazione più psicologica in quanto dovuta alla sensazione di penetrare o di essere penetrati intimamente e profondamente che sensoriale.
Non è difficile comprendere che l'introduzione dei sottili aghi non può provocare un dolore superiore ad una semplice iniezione bensì il corpo umano regisce producendo una quantità sproporzionata di endorfina rispetto all'effettivo impatto fisiologico.
Un ulteriore rilascio di endorfine è rappresentato da giochi veri e propri che risultano dalla manipolazione degli aghi inseriti nel corpo per la crezione di figure derivanti dalla tensione della pelle senza peraltro causare un maggiore dolore fisico.

Anche la pratica del play piercing viene considerata una pratica estrema anche se nella realtà dei fatti risulti meno terribile di quanto può apparire a primo acchitto.
è una pratica sicuramente meno drastica del piercing permanente ma che comunque richiede una approfondita conoscenza delle tecniche di sterilizzazione necessarie per operare in questo campo.
Come tutte le pratiche più estreme, il modo migliore per imparare è esercitarsi e impratichirsi assieme ad un esperto insegnante.
Prima comunque di praticare il play piercing è necessario e indispensabile praticarlo su sé stessi iniziando da parti del corpo innocue come la superficie del braccio, della coscia.

Play Piercing

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29/11/2008

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12/11/2008

Tatuarsi, un piacere molto femminile

LIDO DEGLI ESTENSI. Il mondo fondamentalmente è una grande tribù. Il ricorso a tatuaggi, permanenti, con l’hennè, con i brillantini di bigiotteria, piercing, brillantino ai denti, tipico nel passato delle tribù come segno distintivo, ora è diventato globale. Ed in vacanza più che mai cresce la voglia di mostrarsi e mostrare, tatuaggi, piercing o altro. Se non si posseggono questi abbellimenti epidermici allora è il caso di cominciare a farseli fare. Ma cosa indossa la nostra pelle? Qual è l’identikit di chi si fa tatuare, mettere il piercing o il brillante ai denti?.
La risposta non c’è perché l’identikit non esiste. Non più. Mai come in questi ultimi anni, infatti, il tatuaggio è diventato fenomeno di massa, attraverso cui la gente vede la possibilità di esprimere, letteralmente a livello di pelle, la propria arte e creatività. Guardiamoci intorno, in spiaggia e per le vie dei lidi sono molte le persone che portano tatuaggi e piercing. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età. Sorpresa, le donne sono quelle che maggiormente si fanno tatuare, come confermano i fratelli Enea e Mosè Tagliatti, titolari dello studio “Tatoo” a Lido Estensi. Almeno il 60% dei tatuaggi vengono fatti su donne. Non c’è un’età particolare, il tatuaggio oggi lo si fa anche a 60 anni. Sulla spiaggia si vedono quelli che sono i must dell’estate: si assiste a un ritorno ai tatuaggi tribali che riprendono le linee dell’arte polinesiana, delle Isole Marchesi e dei simboli Maori. Ma anche il disegno Fantasy e gli ideogrammi giapponesi per scrivere il nome indelebile sulla propria pelle vanno per la maggiore. In vacanza ci sono mamme che si fanno tatuare ideogrammi recanti il nome del figlio. Un tatuaggio val bene la spiaggia, infatti se ci si fa un tatuaggio durante le vacanze al mare bisogna mettere in conto di non fare il bagno in acqua salata e di non esporsi al sole per almeno una settimana, per evitare che la nuova opera d’arte di pelle, perda colore. Ma poi tutto il resto è mostrare: le ragazze dal fondoschiena di bikini sempre più ridotti mostrano invitanti ghirigori, oppure ombelichi disegnati, indelebili braccialetti o cavigliere.
Se poi si vuole un tatuaggio, ma per sempre, allora si può ricorrere alla soluzione dell’hennè. In spiaggia ci sono molti che propongono un tatuaggio all’henné, che però poco dopo scolorisce; costano poco (circa 10 euro), ma è meglio spendere poco di più e farselo fare da professionisti come Rita e Nadia Bombi di “Esau. Rita e Nadia” a Porto Garibaldi. Lo vogliono in molte, dalla ragazzina alla 50enne, cambia solo la posizione del disegno, in parti anatomiche ammiccanti per la giovanissima senza tabù, sulla caviglia o sulla spalla per la signora. Stessa cosa per il tatuaggio con i brillantini, poi c’è il brillantino ai denti. Infine il piercing, lo vogliono tutti, la signora al naso ed all’ombelico, i giovani praticamente dovunque. I piercing sono come le ciliege, uno tira l’altro, ma è meglio affidarsi a mani esperte per evitare guai.

da la Nuova Ferrara

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11/11/2008

Pancia scoperta? La malattia non è giustificata

ORTISEI (Bolzano). «Non è una questione morale ma solo di prevenzione sanitaria: non firmerò più le giustificazioni per assenza delle ragazze che lamentano dolorini e problemi di vario genere e intanto vanno in giro con magliette tanto corte che lasciano pancia e schiena scoperte»: è l’annuncio di Karlheinz Mureda, preside della Scuola d’arte di Ortisei, in val Gardena, che ha creato un po’ di scompiglio tra le allieve. «Non è stata una decisione comunicata negli organismi scolastici ma per ora ho solo annunciato questa mia intenzione ad un paio di allieve e vedo che la cosa ha provocato reazioni: non giustificherò più assenze di ragazze che indossano magliette troppo corte», spiega il preside dopo che una ragazza si è rivolta al quotidiano tedesco Tageszeitung. «Non è una questione morale, come ho sentito sia altrove, ma noi qui siamo in montagna ben sopra i mille metri - aggiunge Mureda - e c’è inverno praticamente tutto l’anno. Quest’anno, con ondate di freddo ricorrente anche in questo periodo, con ogni probabilità si dovrà tenere il riscaldamento acceso sino a giugno, sino alla fine della scuola. Ebbene, chi va in giro con pancia e schiena scoperte con queste temperature mette a rischio la propria salute e questo non è giustificabile». Tanto più che alla Scuola d’arte - tra ore di disegno e di esercitazioni con legno e ceramica - «gli allievi per parecchie ore stanno piegati sui banchi. Le ragazze che hanno la schiena scoperta rischiano di avere malanni. E poi si danno assenti». La Scuola di Ortisei ha una ottantina di allievi, in buona parte ragazze. Ed anche tra i monti gardenesi, dove clima e temperatura non sono certo tra i più favorevoli, la moda delle magliette corte che lasciano scoperte schiena e pancia, dove a volta compaiono piercing e tatuaggi, ha da tempo preso piede tra le ragazze: la moda è la moda.

da la Nuova Ferrara

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10/11/2008

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Le donne osano di più

LIDO ESTENSI. Quest’anno vanno di moda le stelle. Non quelle del cinema o della televisione, ma quelle tatuate sulla pelle. Stelle dappertutto, in ogni parte del corpo, visibili soprattutto in estate, portando i micro costumi.
 Stelle e non solo, tatuate indelebilmente sulla pelle soprattutto di donne e ragazze. Perché da un anno a questa parte, chi osa di più sono le donne, dalle giovanissime, fino alle raffinate 40enni ed oltre. Ecco il must dell’estate, che fa maliziosamente capolino dai costumi, lungo le nostre coste. Il tatuaggio, come sottolineano due fra i più quotati e noti tatuatori della provincia di Ferrara, Enea e Mosè Tagliatti, non ha mai conosciuto momenti di stanca, e se prima era appannaggio di ragazzi e uomini, oggi chi si tatua di più sono le donne. «Lo faccio perché mi piace - ha detto una donna oltre la trentina, che si stava facendo ripassare un tatuaggio, mentre valutava di farsene uno nuovo - non ho mai provato interesse per i fori ai lobi delle orecchie o i vari piercing, ma quando mi sono tatuata, per la prima volta, su di un polso, il nome dei miei figli, ho capito che era una forma di manifestare il mio modo di essere. Oggi di tatuaggi ne ho tre e sto pensando di farmi il quarto». «La donna oggi osa di più - hanno sottolineato Enea e Mosè - prima faceva dei tatuaggi piccoli, in zone nascoste del corpo, oppure disegni piccoli su un braccio o sulla caviglia. Adesso creiamo tatuaggi all’inguine, sulle gambe, sulla schiena. Una ragazza si è fatta tatuare un intero perizoma brasiliano. Le donne oggi chiedono le stelle, i disegni polinesiani, i nomi con ideogrammi orientali, ma anche tante scritte gotiche. L’uomo si tatua meno, ma sceglie tatuaggi policromatici, da questo punto di vista osa di più». Insomma il tatuaggio non è solo una moda estiva, ma un modo di essere ed il non aver paura di mostrarlo, micro bikini o meno. Enea e Mosè poi lavorano in tutta sicurezza, affidarsi alla loro arte significa avere la certezza di un lavoro artistico ben fatto, che durerà fin quando non si ricorrerà al laser. Ma quanto costa farsi tatuare? «Si parte da un minimo di 50 euro - ricordano i fratelli Tagliatti - per i disegni più piccoli o meno impegnativi, fino a qualche centinaio di euro per quelli più complessi e grandi». (m. r. b.)

da la Nuova Ferrara

07/11/2008

Mostra il porno-piercing all'anziana disabile


TRENTO. Scottati dall’inchiesta penale per «omessa denuncia» relativa a presunti maltrattamenti subiti da un disabile, all’Anffas di Trento hanno deciso di adottare la linea dura: ogni sospetto di abuso va segnalato. E così, nelle settimane scorse, è arrivata in procura una denuncia piuttosto curiosa: «Un operatore ha mostrato il suo porno piercing a un’anziana disabile». In sostanza le ha fatto vedere quel piccolo orecchino che porta infilato sul proprio organo sessuale. La procura - approfondita la vicenda - ha chiesto comunque l’archiviazione del caso: il codice penale non punisce l’esibizione dei genitali in privato, a meno che lo spettatore non abbia un’età inferiore a 14 anni. E non era il caso dell’anziana.

da il Corriere delle Alpi — 19 novembre 2003 pagina 12 sezione: 24 ORE

06/11/2008

La mosca al naso stavolta è un piercing

CAMPEGINE. Non è stato ancora omologato il risultato con cui (il 3 febbraio) il Castelnovo Monti aveva dilagato sulla Campeginese, nel terzo turno discendente del girone B di Prima Categoria. Sulla gara pende il ricorso per presunto errore tecnico dell’arbitro Rodio di Parma inoltrato dalla Campeginese riguardo l’espulsione del giocatore Matteo Del Grosso. Il centrocampista si era visto sventolare il cartellino rosso perché portava un piercing nel naso e all’invito da parte dell’arbitro di toglierlo aveva proceduto coprendolo con un cerotto, come aveva già fatto in altre gare.  Rodio voleva che Del Grosso in pochissimi istanti si togliesse il piercing, ritenendolo pericoloso, ma ovviamente il giocatore campeginese gli ha fatto notare che l’operazione in così poco tempo sarebbe stata impossibile. Appurato che Del Grosso non aveva comunque protestato con l’arbitro né l’aveva offeso, è comunque giunta la squalifica.  La Campeginese si sente danneggiata, ci vuol vedere chiaro e ha presentato ricorso per errore tecnico dell’arbitro chiedendo di rigiocare il derby. Il caso però si presenta già spinoso e controverso: una direttiva Uefa impedirebbe di scendere in campo con dei piercing, ma nei regolamenti dei campionati dilettantistici non figura questa limitazione.  Accettato il ricorso inoltrato per errore tecnico del direttore di gara Rodio di Parma, il risultato della partita contro il Castelnovo Monti per ora è congelato in attesa di ulteriori sviluppi, ma oltre al danno la Campeginese ha subito anche la relativa beffa: come se non bastasse infatti il giudice sportivo non ha omologato il punteggio della gara in oggetto ma allo stesso tempo ha confermato in pieno la validità della squalifica per due turni inflitta allo stesso Del Grosso, di cui il primo già scontato domenica contro il Carignano. (l.c.)

 da la Gazzetta di Reggio — 12 febbraio 2008   pagina 42   sezione: SPORT

 

Squalificato perché porta il piercing al naso

CAMPEGINE. L’anellino al naso gli è costato una squalifica per due giornate. Ma Matteo Del Grosso, centrocampista di 24 anni della Campeginese, non demorde. Il piercing non lo toglierà.  Intanto, oggi e la prossima domenica non entrerà in campo perchè gli sono state comminate due giornate di squalifica. Il fatto è accaduto domenica scorsa a Castelnovo Monti: all’inizio del secondo tempo l’allenatore della Campeginese stava per mandare in campo Matteo Del Grosso quando l’arbitro si è avveduto del piccolo anello che il giocatore porta al naso e gli ha ordinato di toglierlo. «Mi sono rivolto alla panchina - spiega il giocatore - ma togliere l’anello non è cosa che si possa fare in pochi secondi, così mi sono messo un cerotto sopra l’anello per tenerlo fermo, come avevo fatto in tante altre partite. Sono tornato in campo col piercing e l’arbitro mi ha sventolato il cartellino rosso».  La partita è poi terminata con la sconfitta della Campeginese per 4-1. La società ha presentato reclamo, ma le due giornate di squalifica sono rimaste, nonostante il risultato della partita non sia stato ancora omologato. «E’ una decisione incredibile», ha commentato il presidente della società Mauro Brugnoli. 

da la Gazzetta di Reggio — 10 febbraio 2008   pagina 38   sezione: SPORT

05/11/2008

Buco all'orecchio senza il corso

BELLUNO. Forare l’orecchio per inserire un semplice orecchino non è un vero e proprio «body-piercing», ma orefici e gioiellieri che dovessero praticare il «buchetto», stiano attenti a igiene e a consenso dei clienti, specie in caso di minorenni. E’ la raccomandazione che fa l’Unione artigiani all’indomani di una circolare del servizio igiene pubblica regionale con la quale i titolari di oreficerie, bigiotterie e gioiellerie vengono dispensati dal seguire un corso obbligatorio invece per chi pratica piercing e tatuaggi. Norme regionali già dettavano regole precise per le pratiche di tatuaggio e piercing, visti i rischi legati a queste pratiche, quali l’epatite B e C, l’Aids. Restava da capire che sorte avrebbero subito le tradizionali forature dell’orecchio che in base a una recente circolare viene distinta dal piercing vero e proprio. I titolari di gioiellerie, oreficerie e negozi di bigiotteria sono esentati dal corso ma devono, invece, rispettare alcune precauzioni di carattere igienico-sanitario, prima tra tutte l’uso di metodi e attrezzature monouso, fornite da ditte specializzate, che garantiscano la sterilità del trattamento. «L’indicazione», dice Giordano Boni, presidente degli orafi dell’Unione Artigiani «è di utilizzare strumenti monouso e sterili che siano identificati, quanto a provenienza, da un numero di lotto produttivo. L’ideale sarebbe che questi strumenti introducano nel lobo un pre-orecchino prodotto con materiali conformi alla Direttiva Europea 94/27/EC in materia di nichel e che, pertanto, siano anallergici». Orafi e gioiellieri dovranno, comunque, effettuare applicazioni di orecchini limitatamente al lobo dell’orecchio, osservando ogni cautela nell’ipotesi di intervento nel tessuto cartilagineo che, in caso di foratura, è maggiormente esposto a processi infiammatori. «C’è, poi, l’obbligo generale di prestare la massima attenzione all’utente che richiede il trattamento» sottolinea Boni «soprattutto se si tratta di minori, per i quali diventa necessario accertare il consenso dei genitori» ai quali è meglio far «sottoscrivere una vera e propria liberatoria prima di procedere al trattamento sui figli minori. Utile sarebbe anche consegnare al cliente una breve nota informativa con le indicazioni e le avvertenze post foratura».

da il Corriere delle Alpi — 08 settembre 2004 pagina 16 sezione: CRONACA

03/11/2008

«Capelli lunghi e piercing Bocciato al concorso»

GORIZIA Bocciato, secondo il suo avvocato, per il look troppo aggressivo, non confacente a un operatore socio-sanitario. Protagonista della vicenda è il 29enne goriziano R.G., che in seguito all'esito negativo dell'esame per l'ottenimento della qualifica di operatore socio-sanitario ha deciso di presentare ricorso al Tar. Nel caso di R.G., sotto accusa sarebbero i capelli lunghi e qualche piercing di troppo. Il goriziano ha sostenuto a luglio l'esame conclusivo del Corso di operatore socio-sanitario organizzato da una realtà privata ma sotto la vigilanza della Regione. lA pagina 17

da il Piccolo — 22 gennaio 2008 pagina 00 sezione: GORIZIA

01/11/2008

Una pratica che considera il dolore fonte di piacere

Il sadomasochismo è una pratica sessuale che fa ricorso al dolore e all’umiliazione per raggiungere il piacere. Il termine è composto dalle parole sadismo e masochismo. Il sadismo – termine che deriva dal cognom del Marchese De Sade – consiste, per una persona, nell’infliggere delle sofferenze all’oggetto del suo desiderio per provare piacere. Il masochismo, al contrario è mutuato dal cognome del romanziere Leopold von Sacher-Masoch, consiste nel provare dolore per raggiungere questo stesso piacere. I partner stabiliscono quindi una relazione di dominante-dominato, dove le violenze verbali e le sevizie fisiche sono inflitte o ricevute per procurare une soddisfazione intensa.Non bisogna confondere «bondage» e sadomasochismo: mentre l’uso delle manette, o anche le sculacciate, sono un modo ludico per mettere un po’ di pepe nella propria vita sessuale, il vero sadomasochismo, invece, si situa a un livello superiore. Richiede prima di tutto una messa in scena particolare ed è per questo che viene praticato spesso in appositi club privé. Ognuno indossa un costume che definisce il suo ruolo e utilizza diversi strumenti: maschere, manette, corde e catene, fruste. Il «padrone» si abbandona quindi a una serie di rituali per sottomettere il suo «schiavo». In un’ottica dell’umiliazione, potrà costringere il suo partner ad adottare delle posizioni degradanti, legarlo per dominarlo meglio, utilizzare la violenza verbale (insulti) e infliggergli torture fisiche: flagellazione, inserimento di oggetti nei luoghi intimi. In alcune forme estreme, il sadomasochismo puo’ condurre a mutilazioni più gravi: piercing, tatuaggi, ma anche ferite e bruciature.Considerato per molto tempo come una pratica deviante e riprovevole, il sadomasochismo era riservata ad alcuni ambienti, come il circuito della prostituzione. Oggi, con la diffusione del bondage e dello scambismo, il sadomasochismo ha perso parte della sua carica tabù. Nonostante questo, il vero sadomasochismo, quello che fa male, resta una pratica marginale, anche se sono sempre di più i curiosi che desiderano provare per rompere la monotonia, realizzare un sogno erotico, far piacere al proprio partner, provare sensazioni nuove sono tutte ragioni che spingono a fare un giro in un club privé.Cosa dice la legge? Il sadomasochismo non è vietato, purché venga praticato tra adulti consenzienti. Qui si trova il suo limite: anche se il sadomasochismo è fondato su una relazione dominante-dominato, nessuna sevizia può essere inflitta all’altro senza il suo consenso. Si tratterebbe altrimenti di un’aggressione, e la vittima potrebbe sporgere denuncia per sevizie o stupro.

da l Piccolo — 09 settembre 2008 pagina 12 sezione: GORIZIA

30/10/2008

Vuoi fare il vigile urbano? Al bando tatuaggi e piercing

TRENTO. Che dovessero avere dieci decimi di vista, un ottimo udito e non essere daltonici lo davamo per scontato. Che non dovessero avere problemi di alcolismo e tossicodipendenza era facilmente immaginabile. Ma che per fare il vigile urbano non si dovessero avere tatuaggi e piercing «deturpanti» o «indice di personalità abnorme» è una novità che farà discutere. Arriva dal Comune di Lavis, che ha bandito un concorso per assumere due nuovi agenti di polizia municipale. «È una questione di decoro per chi indossa la divisa», spiega il sindaco Graziano Pellegrini. Il bando, pubblicato il 18 luglio, classifica tatuaggi e piercing alla voce «imperfezioni e infermità», dopo ernie e varici, alcolismo, tossicomanie e intossicazioni croniche, prima delle malattie e indisposizioni fisiche che possano ridurre il completo e incondizionato espletamento del servizio. Attenzione: tatuaggi e piercing non vengono messi al bando tout court, ma «quando per la loro sede o natura siano deturpanti o per il loro contenuto siano indice di personalità abnorme». A stabilirlo sarà un collegio sanitario, incaricato di accertare che i candidati possiedano tutti i requisiti per essere giudicati fisicamente idonei. Spetterà al collegio giudicare se e quando un tatuaggio o un piercing può essere definito deturpante - quando è molto ampio? quando il disegno è di dubbio gusto? quando ci sono cinque anelli su un sopracciglio e due al naso? - e soprattutto quando è segno di una personalità «abnorme». Per esempio qualcuno potrebbe considerare abnorme uno che si fa tatuare tutte le gambe: però un vigile urbano, indossando la divisa, non ha mai occasioni di mostrare le gambe. E che dire magari di un teschio tatuato sul bicipite? In questo caso il tatuaggio rischierebbe di finire in bella vista, e quindi essere potenzialmente rischioso. «Gli agenti si confrontano ogni giorno con le persone che fermano, ma anche con cittadini e turisti che chiedono informazioni - fa notare il sindaco di Lavis - l’immagine ha il suo peso, è una questione di decoro e di immagine». Il vecchio detto che l’abito non fa il monaco in questo caso sembra insomma avere il suo credito. «Non escluderemo certo dal concorso un candidato che si presenta con l’orecchino - mette in chiaro Pellegrini - si tratta di una cosa ormai socialmente accettata». Chissà, ammette il sindaco, può darsi che tra qualche anno nessuno farà più caso nemmeno ai piercing: «I tempi cambiano, noi abbiamo rivisto di recente il regolamento del personale del Comune sulla base di quanto previsto dai contratti di lavoro. E abbiamo preteso per tutti i dipendenti il certificato di idoneità fisica». E sempre in tema di idoneità psico-fisica, quanto a curiosità il regolamento speciale del corpo di polizia municipale di Trento non è da meno di quello. All’articolo 23, infatti, tra i requisiti particolari per l’accesso alla professione viene richiesto un «apparato dentario tale da assicurare una regolare funzione masticatrice». Oltre all’udito normale, al normale senso cromatico e luminoso, ai dieci decimi di vista (lenti concesse), ai limiti di miopia, presbiopia e astigmatismo, un vigile urbano dovrà sfoggiare anche una dentatura di tutto rispetto. Eccessiva severità? Qualcuno potrebbe. Qualche anno fa una ragazza trentina ricorse al giudice per contestare il limite di altezza richiesto per accedere all’Arma dei carabinieri: il suo sogno si era infranto di fronte alla soglia del metro e 65.ù

da Trentino — 03 agosto 2008 pagina 18 sezione: CRONACA